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“Le streghe di Salem”, tremate Rob Zombie è tornato Cinema

Heidi “LaRoc” Hawthorne, è una DJ radiofonica che vive a Salem, la città famosa per la caccia alle streghe che ha macchiato il suo passato. Un giorno, Heidi riceve alla stazione radio un misterioso disco in vinile del gruppo musicale dei “Signori” che presto vengono ribattezzati “I Signori di Salem”. La ragazza pensa si tratti di una nuova rock band in cerca di visibilità, ma appena ascolta il disco rivive il flashback del lontano passato della città. Mentre si avvicina la sera del concerto dei “Signori di Salem” in città, un'entità misteriosa si insinua nella vita della DJ.

Rob Zombie (per l'anagrafe Robert Bartleh Cummings) è considerato da molti dei suoi fan, e della critica, come uno dei migliori registi dell'orrore che siano in circolazione. Il suo è stato un debutto sfavillante con “La casa dei 1000 corpi”, che riempiva lo schermo con suggestioni psichedeliche, citando e giocando con il mito di “Non aprite quella porta” di Tobe Hooper, seguìto da “La casa del diavolo”, pellicola che ci portava all'interno delle dinamiche più intime di una famiglia di assassini, veri eroi di un western crepuscolare con un finale degno degli annali del cinema moderno. Il regista ha poi avuto il duro compito di girare il remake di un grande classico dell'orrore, “Halloween” di John Carpenter, con il risultato di due pellicole discontinue, in bilico tra ottime idee e alcune banalità. Con “Le streghe di Salem” Zombie riesce a tornare ad avere quella totale libertà creativa che gli era mancata con i due remake presentando un film che si distacca molto dai lavori precedenti pur rimanendo saldamente ancorato al genere orrorifico.

“Ken Russel che dirige Shining” sono queste le parole utilizzate dal regista e cantante per descrivere il suo ultimo lavoro. Mai frase fu più adatta. Poiché in “Le streghe di Salem” si sente tutta la follia psichedelica del Ken Russel di “Stati di Allucinazione” e “Gothic” come pure l'orrore sottile e strisciante dell'Hotel Overlook del capolavoro di Stanley Kubrick. L'inquietudine si sente fin dalla scenografia, opprimente e affollata di oggetti, mentre Zombie costruisce spazialmente la paura. Il pianerottolo della casa di Heidi, ricoperto da una carta da parati che tanto ricorda le geometrie infernali di “Shining”, diventa il passaggio per un aldilà demoniaco che rapisce e affascina la mente della DJ interpretata dalla moglie del regista, Sheri Moon-Zombie. L'attrice diventa la musa ispiratrice del marito e presta il suo corpo alla macchina da presa che la esplora e la celebra, svelandola al suo pubblico in tutta la sua nuda fragilità.

Rob Zombie libera la sua creatività creando un film horror diverso da ciò a cui ci ha abituato, gli eccessi gore delle sue prime opere sono messi da parte per una lentezza esasperante che costruisce una tensione che esploderà nella sequenza finale che tanto deve al Polanski di “Rosemary's Baby” ma ancora di più alle sequenze oniriche di Alejandro Jodorowsky e al già citato Ken Russell. Il simbolismo magico si accumula senza continuità per tutto il film creando una connessione intima con il passato stregonesco della città di Salem. Ma oltre all'aspetto visivo, punto di forza principale della pellicola, Zombie lavora da vicino anche alla colonna sonora affidata al musicista John 5, chitarrista della band del regista e suo stretto collaboratore dal 2005. Tutto il comparto sonoro riesce a entrare sotto pelle e contribuisce a dare quel senso di incertezza e tensione che si assapora per tutto il durare del film. Grandiosa senza mezzi termini l'apparizione di Satana accompagnato dal Requiem di Mozart in una delle scene più belle della cinematografia del regista/cantante.

“Le streghe di Salem” è un film che piacerà a molti e ne deluderà altrettanti. Notevolmente diverso da tutto ciò cui Rob Zombie ci aveva abituato, il film necessita di un grande sforzo mentale da parte di quella fetta di pubblico abituata all'horror più gore. Ma questo non interessa al regista che si diverte a fare un film completamente suo che non punta a divertire il pubblico ma lo spinge a fare una prova di fede per entrare nel suo mondo. Un mondo dove l'orrore non è manifesto ma strisciante e oscuro come la presenza di Satana. Chi si farà catturare dall'incantesimo di Zombie riuscirà ad entrare in un mondo psichedelico e violento che lo lascerà senza alcuna via di scampo.

Regia: Rob Zombie
Sceneggiatura: Rob Zombie
Genere: Horror
Nazione: USA
Durata: 101'
Interpreti: Sheri Moon Zombie, Bruce Davison, Jeffrey Daniel Phillips, Ken Foree, Patricia Quinn, Dee Wallace-Stone
Fotografia: Brandon Trost
Montaggio: Glenn Garland
Produttore: Alliance Films, Automatik Entertainment, Blumhouse Productions, Haunted Movies, IM Global

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