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Le tradizioni popolari del Giovedì Santo, che aprono il Triduo Pasquale Società

Oggi Giovedì Santo, giornata che comunemente il popolo ricorda per il rito della lavanda dei piedi, inserito nella Messa in Coena Domini, nella cena del Signore, così chiamata per l’istituzione della messa-eucarestia, e una giornata piena di tradizioni tipicamente popolari. Si inizia di mattina presto quando, nella fascia oraria 4-7, in molti forni si recano i parroci per benedire l’impasto con i quali saranno realizzati i pan di ramerino, che si usa mangiare in questa particolare giornata, che apre il Triduo Pasquale. Il pan di ramerino è un panino non troppo grande, morbido e dolce, fatto con pasta di pane, uva sultanina-zibibbo e rosmarino. L'impasto, a cui spesso viene aggiunto anche del latte e delle uova, viene fatto lievitare per circa un'ora e poi cotto fin tanto che l'olio con il quale è stato precedentemente spennellato, con il rametto di rosmarino fresco, non gli dà il tipico colore brunito e lucido in superficie. All'aspetto si presenta come una piccola pagnottella circolare, con un taglio a croce, che serve per favorirne la lievitazione. Il nome deriva da come in Toscana si usa chiamare la pianta che viene usata, il rosmarino, pianta tipicamente mediterranea, che si trova in abbondanza sulle colline fiorentine.

Altra tradizione è quella della visita alle sette chiese, da effettuarsi prevalentemente nella notte di questo speciale giorno, o al massimo nella mattinata del Venerdì Santo ai rispettivi “sepolcri”. I sepolcri sono quegli altari, riccamente decorati, addobbati ed infiorati, che nel periodo di tempo sopra indicato, ospitano il Santissimo Sacramento, che viene esposto-custodito, mentre tutto il resto della chiesa viene spogliato, in quanto quell’altare vorrebbe rappresentare, impropriamente, il sepolcro dove Gesù venne seppellito e dal quale risorse. La reposizione dell'Eucaristia si compie per invitare i fedeli all'adorazione in ricordo dell'istituzione di un grande mistero donato da Gesù in questa notte, e nella meditazione delle sofferenze della Passione di Cristo. L'usanza, non certificata dalla dottrina, delle visite alle sette chiese, è che ogni fedele visiti da cinque, quante sono le piaghe di Cristo, a sette, quanti sono i dolori della Madonna, di questi allestimenti in varie chiese vicine.

Tale terminologia è impropria, perché in essi viene riposta l'Eucaristia. L'altare della reposizione non è dunque un sepolcro che simboleggia la morte di Gesù, ma un luogo in cui adorare l'Eucaristia. Nel 1998 la Congregazione Vaticana per il Culto Divino nel documento sulla “preparazione e celebrazione delle feste pasquali” ha stabilito che il tabernacolo in cui viene custodito il  Corpo di Cristo non deve avere la forma di sepolcro, così come deve essere evitato l'uso di chiamarlo in tal modo. Il “giro dei Sepolcri-sette chiese” rimane tuttavia una delle tradizioni popolari più sentiti dai fedeli, anche se lo spirito della  visita è profondamente mutato rispetto ad un tempo.

C’è poi chi sostiene che tali visite siano state istituite il giovedì grasso, Berlingaccio, del 1552 niente meno che dal fiorentino San Filippo Neri, in opposizione ai festeggiamenti paganeggianti del carnevale romano, istituendo la devozione di visitare i sette luoghi-basiliche più sante di Roma. In realtà il santo fiorentino non avrebbe fatto altro che ripristinare una tradizione antichissima, in uso già nel 1300. Con il tempo la visita delle sette chiese passò alla fine della Quaresima e poi al Giovedì Santo.

Una tradizione sempre molto diffusa e viva che quest’anno rivive anche in tv. Infatti dalle ore 21 Granducato Tv, sul canale 14 del digitale terrestre,  trasmette in diretta la visita alle sette chiese di un gruppo di fedeli in sette diverse chiese del centro di Livorno. La guida è padre Fabrizio Civili, che offrirà una breve meditazione per ogni tappa e caratterizzerà i suoi interventi con preghiere e canti. Tra un collegamento e l’altro non mancherà il commento in studio di don Ordesio Bellini. La particolarità starà nel fatto che i fedeli saranno seguiti passo per passo dalle telecamere e da un mezzo mobile per la regia e l’invio delle immagini. Il programma, che durerà circa tre ore, sarà replicato tutta la notte tra giovedì e venerdì su Granducato 2, canale 187 del digitale terrestre.

Le altre emittenti toscane cattoliche che in questi giorni del Triduo Pasquale manderanno in onda dalle rispettive cattedrali le varie funzioni presiedute dai locali vescovi o altri programmi religiosi sono: Tv Prato, Telesandomenico, Tvl di Pistoia, Tv9, tutte presenti sul digitale terrestre, mentre quelle del Papa andranno in onda, sempre in diretta, su Tv2000, la televisione dei Vescovi italiani. Speciali e messe anche su Tele Padre Pio, in diretta San Giovanni Rotondo, al canale 145 del digitale.

Domani, Venerdì Santo, si replica alla sera, dopo cena, con altre tradizioni, la Via Crucis, o  la Processione del Cristo Morto o la
Rievocazione Storica della Passione, che quasi tutti i paesi e città organizzano, e di cui parleremo domani.

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