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Le Velo incanta con le storie e i valori dei campioni. Ulivieri commuove tutti Sport

Scarperia – Sono state le emozioni, le storie, i valori dello sport ad emergere nella ventunesima edizione del Premio Internazionale “Le Velo – L’Europa per lo sport” tenutasi ieri sera, nell’ormai consueto, splendido scenario della Fattoria Il Palagio di Scarperia, già in atmosfera natalizia. Un evento che, fortemente voluto dal senatore Riccardo Nencini e da Leonardo Manzani, padrone di casa, a distanza di venti anni dai premi consegnati a Gastone Nencini (alla memoria) ed a Gianni Rivera, si conferma di alto livello qualitativo e la sua capacità di rinnovarsi ogni anno pur rimanendo fedele alla propria linea ed ai propri obiettivi.

Tra questi quello della solidarietà che ha aperto la serata con il momento Telethon, condotto da Paola Leoni, che ha visto concedere un contributo economico ad un’associazione che svolge attività di volontariato e di servizio la “Voa Voa! Onlus – Amici di Sofia nata per dare assistenza socio-sanitaria, sostegno psicologico, legale ed economico alle famiglie con figli colpiti da patologie rare neurodegenerative diagnosticate in età pediatrica come spiegato dal suo presidente e fondatore Guido De Barros.

Un feeling con il pubblico presente, con la stampa, che si è respirato per l’intera manifestazione. Grande attenzione per il racconto del rapporto intenso, sportivo ma anche nella vita di tutti i giorni del karate con Michele Romano, che ormai da anni sta trasmettendo ai più piccoli i propri insegnamenti e la propria passione; del grande impegno, ma nel contempo delle grandi soddisfazioni, che vedono Andrea Pieri dividersi tra Presidente della Rari Nantes e Vicepresidente della FIN, con l’orgoglio di aver portato in A1 le proprie squadre maschili e femminili quasi completamente fiorentine nei componenti; per i sacrifici ricambiati dalle soddisfazioni e per una mentalità non comune per una diciottenne di Elena Pirrone, autentica stella emergente del nostro ciclismo, che oltre a quello della maturità ha grandi obiettivi anche per il passaggio nel professionismo per il 2018; alla semplicità e consapevolezza del campione olimpico e mondiale di skeet Gabriele Rossetti, che oltre a quello di costellare di successi la propria carriera ancora all’inizio, si pone l’obiettivo di far salire a livello di visibilità e considerazione la propria disciplina, di cui, al momento, ci si ricorda solo quando va a far crescere i medaglieri nazionali; per le parole, mai scontate di Renzo Ulivieri, che ha riportato il calcio ed il ruolo di allenatore alla sua essenza, alla necessità di ripartire dalle basi, qualificandole, commuovendo con le sue storie anche familiari, che ben dipingono chi da anni si batte per la categoria. “In italia – ha sottolineato Ulivieri – ci sono bravi allenatori per i giocatori grandi e allenatori meno bravi per i giocatori piccoli. Questo è stato un nostro grande errore. Dobbiamo migliorare nell’insegnamento e studiare di più, ovvero giocare di più. Il nostro sistema calcio sarà migliorato se ci saranno educatori migliori. Dobbiamo cambiare la cultura del nostro calcio e dobbiamo fare in fretta perché ora i cambiamenti sono sempre più veloci”. Concetti importati che hanno lasciato il posto a storie commoventi di Uivieri allenatore. Un allenatore verace, il cui rapporto con i direttori di gara non sempre era idilliaco. A tal punto che “Il babbo – racconta Ulivieri – sul letto di morte, trovò la forza di scrivere, addirittura con la mancina perché aveva la parte destra paralizzata, un biglietto che conservo gelosamente: ricordati di non farti buttare fuori dall’arbitro”.

Appuntamento al 2018 con un premio rinnovato nella formula, come annunciato dal Viceministro Nencini, ma che ancora una volta tornerà a proporre in Mugello storie e vittorie delle eccellenze dello sport nazionale.

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