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Legambiente e Corpo Forestale insieme per la tutela dell’ambiente Ambiente

Firenze – L’accordo è nuovo, innovativo e promette un gran bene per la difesa e la tutela dell’ambiente con tutte le sue declinazioni, dal controllo sulle cave delle Apuane, al contrasto alle rotte dei rifiuti, all’attenzione per il settore dell’agroalimentare e  della sostenibilità in generale, fino al controllo delle uccisioni di predatori, problema complesso e in buona parte ancora da monitorare in modo preciso, conseguenza dell’innalzamento della tensione, in particolare in Maremma,  fra predatori e allevatori.

I protagonisti di questa storica intesa sono le articolazioni territoriali toscane di Legambiente e Corpo Forestale dello Stato, che hanno apposto stamattina la sigla all’accordo. Un “patto” che consente di allargare a 360 gradi lo spettro di sorveglianza contro chi si macchia di crimini contro l’ambiente, un tema in cui, come la stessa Legambiente con i suoi Dossier dà prove, le infiltrazioni della malavita organizzata sono numerose e pesanti. Tant’è vero, come ricorda il presidente regionale di Legambiente Fausto Ferruzza, che la civile e accorta Toscana è da anni al sesto posto per numero di reati ambientali, dopo le 4 regioni con dichiarata e storica presenza mafiosa e il Lazio.

SAMSUNGDunque, se non si deve abbassare la guardia, è importante anche la creazione di una vera e propria “barriera” costruita dalla compenetrazione fra competenze diverse che tendono al medesimo risultato,  che è la ratio dell’accordo odierno.  Come spiega Ferruzza, “il vero senso dell’accordo, oltre agli innumerevoli addentellati virtuosi che offre, dal settore della sorveglianza e controllo a quello dello scambio di competenze fino al settore ludico-educativo, è questo aprirsi verso altri soggetti per costruire insieme una resistenza più forte di quella che un singolo soggetto può opporre all’illegalità diffusa”. Con una particolare enfasi su quell’aggettivo, “insieme” che diventa un po’ il leit motiv dell’accordo. con una funzione anche formativa sull’opinione e sui comportamenti pubblici: una forza dello stato che si allea con una delle “sentinelle” più riconosciute e importanti del territorio come Legambiente è un meccanismo virtuoso che consente di innescare altri comportamenti virtuosi, come la sconfitta della paura nel denunciare e segnalare illeciti e illegalità, o comportamenti sospetti.

E dell’ampiezza di possibilità di cui è foriero l’accordo parla il Comandante regionale del Corpo Forestale per la Toscana Giuseppe Vadalà, che, oltre a dirsi convinto dell’utilità e del valore della intesa nata oggi, fa anche un breve excursus delle attività in cui il Corpo Forestale dello Stato è impegnato. Di fatto dunque si tratta di uno scambio di esperienze e informazioni che, come dice Vadalà nel suo intervento, “ci saranno d’ausilio nella lotta ambientale e agroalimentare, permettendoci al contempo di dare maggiore incisività alle nostre indagini anche nel contrasto dei reati connessi al dissesto idrogeologico e alle attività estrattive, con particolare riferimento alla cave apuane”.

 

Del resto, l’importanza dell’azione del Corpo Forestale in Toscana per la salvaguardia del territorio e dell’ambiente, è affidato ai numeri: solo nel 2013 gli agenti forestali hanno accertato ben 10.200 infrazioni di stampo ambientale, con 44 arresti e 8.300 denunce depositate all’autorità giudiziaria.   

L’attività del Corpo Forestale si estende a svariati settori. Ultimamente, uno dei settori più “vivaci” è stato senz’altro quello del dissesto idrogeologico, agganciato naturalmente al controllo delle attività estrattive e delle cave. “Il porblema non sono le cave – precisa Vadalà – ma se le modalità con cui operano sono quelle previste dalla legge. Per fare un esempio, le cave delle Apuane producono come naturale conseguenza delle attività estrattive alcuni tipi di “rifiuti” fra cui la “marmettola” (un tipo di polvere finissima) e i “ravanelli” che sono rifiuti con una consistenza più grossa. Ebbene, se lo smaltimento non è praticato secondo le regole, finiscono per alterare l’equilibrio idrico della zona su cui isnistono le cave”. Pensiamo perciò a cosa può voler dire per l’equilibrio idrogeologico di un’area non solo avere trenta cave a vallata aperte e attive, ma vedere anche incrementati rifiuti e derivati dallo sviluppo delle tecnologie, che producono risultati sempre più rapidi nell’attività di estrazione. E questo è uno solo dei casi in cui le segnalazioni, scambio di esperienze e competenze può essere di grande aiuto per la salvaguardia dell’ambiente in generale.

Ma se la regola della collaborazione vale in tutti i campi, con l’intesa odierna sono stati messi nero su bianco anche alcune attività precise, fra cui la realizzazione di campagne regionali per la promozione della cultura della legalità, con riferimento alla difesa del patrimonio agroforestale e agroambientale toscano e la tutela della biodiversità, da tutte le forme di illegalità, con una particolare attenzione a quelle poste in essere da organizzazioni criminali; la predisposizione di un dossier dedicato, in particolare, alla prevenzione e repressione dei reati ambientali nel campo del dissesto idrogeologico; la realizzazione di strumenti e attività di comunicazione, educazione e sensibilizzazione sui temi della legalità, della sicurezza ambientale e agroalimentare nelle scuole e nelle Università; attività di formazione comune e condivisa; la collaborazione e lo scambio nei campi di volontariato di Legambiente e nei soggiorni naturalistici del Corpo Forestale dello Stato.

Poichè il vero senso politico dell’operazione, oltre alla funzione “dell’aprirsi” e del “fare insieme”, è da ricercarsi anche nel prendersi carico della promozione dell’impegno civile che si giochi anche nel mantenere alta l’attenzione sui fenomeni di criminalità e illegalità diffusa, proponendo al contempo non solo conoscenza, ma anche una fruizione corretta e sostenibile dell’ambiente, nella prospettiva di mettere in atto modelli alternativi di sviluppo sociale ed economico. 

 

 

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