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Legambiente: “Innovazione contro smog e crisi” Cronaca

Firenze – Cominciamo con un dato che la dice lunga: il biossido di azoto, un composto inquinante che irrita occhi e apparato respiratorio, a Firenze è pari 41,8 miriagrammi al metro cubo. Ancora sopra seppur di poco al limite indicato dalla legge, eppure in discesa rispetto agli anni scorsi, quando nel 2012 ad esempio, era pari al 59,7 miriagrammi al metro cubo, ponendo così Firenze nel poco invidiabile posto di capolista. Eppure è proprio il dato apparentemente migliorato del biossido di azoto o NO2 che dir si voglia, a raccontare una storia molto meno edificante. Infatti, ad abbassare questo valore come tutti i valori degli inquinanti hanno concorso, come dice il presidente di Legambiente Fausto Ferruzza, le condizioni meteo totalmente straordinarie del 2014. Basti pensare che, secondo le rilevazioni scientifiche, il gennaio 2014 ha raggiunto il record assoluto da quando si misurano le precipitazioni di piovosità. Ancora, il 2014 è stato l’anno in assoluto (da quando si misura la temperatura) più caldo per Firenze “un anno tropicale” dice Ferruzza. E non è finita: luglio scorso è stato il luglio più piovoso, un’altra volta, rispetto a tutte le rilevazioni. E allora? Allora, come spieega Ferruzza, tutto ciò comporta un abbattimento “naturale” dei valori degli inquinanti, dal momento che, come abbiamo ormai imparato tutti, “la pioggia “lava” l’atmosfera abbattendo l’inquinamento”. Tornando al nostro NO2, che rimane tuttavia al di sopra del limite previsto da legge, ci chiediamo: come sarebbe stato, in assenza di questi record dovuti al completo stravolgimento delle regole osservate da secoli dalle stagioni?

Se a questa domanda, come a tutte le ipotesi, possiamo anche non rispondere, tuttavia il “flash mob” che Legambiente ha compiuto stamane davanti all’Archivio di Stato, vale a dire a poca distanza da una delle centraline di monitoraggio dell’aria più importanti per il sistema di controllo ambientale fiorentino, quella di Viale Gramsci, ha avuto il senso di lanciare un forte allarme smog. Perché i 19 sforamenti che nell’anno passato sono stati registrati dalle centraline sono in buona sostanza falsati dalle condizioni (straordinarie) atmosferiche, e non consentono certo di dormire sonni tranquilli. Il miglioramento c’è e lo confermano i dati registrati da Legambiente, ma vale sempre lo stesso discorso che si è fatto per il biossido di azoto. Vale a dire, se diversi capoluoghi che nell’ultimo dossier Mal’Aria di Legambiente erano largamente sopra il limite consentito dalla legge sia per il PM10 che per il PM2,5 oltre che per l’Ozono troposferico (O3) ora sono diminuiti in modo anche evidente (del NO2 si è già parlato), molto è da attribuirsi, spiega Ferruzza “alle alle particolarissime condizioni climatiche del 2014”, sebbene nessuno voglia sminuire l’impegno profuso da alcune amministrazioni.

Ma se tutto questo pesa ancora come un macigno sulla salute dei cittadini europei, italiani, toscani e fiorentini, è anche importante essere consapevoli che i comportamenti e gli stili di vita possono non solo cambiare ma influenzare del tutto i livelli di inquinamento ambientale. Su questo torna il presidente di Legambiente Fausto Ferruzza, che sottolinea: “Ci rivolgiamo sia ai cittadini che alle istituzioni,. Per quanto riguarda queste ultime, sollecitiamo la cura del ferro, che, in una città come Firenze, vorrebbe dire anche sfruttare riutilizzando per un metrotreno tutte quelle stazioncine, binari, scali che Fs ha lasciato in città. Magari pensando a un trasporto pubblico integrato fra bus, tramvia, treno, con unico biglietto per l’utente. Ancora, bisognerebbe mettere a punto l’efficienza energetica delle case, su cui ancora si deve lavorare molto. Infine, l’industria, che come tutti sappiamo mostra una diminuzione di valori dovuta purtroppo e tuttavia, alla crisi. E qui, sfatiamo alcuni pregiudizi duri a morire: Legambiente non è mai stata contro-industria, ma è per coniugare sostenibilità e innovazion e nelle tecnologie e nei prodotti finali. Ad esempio, il manifatturiero e lo stesso agroalimentare offre opportunità straordinarie, con innovazioni che possono essere introdotte sia nella modalità di produzione che nel prodotto. Mettendo insieme infine due scopi: sostenibilità e via d’uscita dalla crisi”.

Mal’Aria, Legambient: in Toscana molte criticità su inquinanti nocivi

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