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Legge elettorale: Consiglio regionale diviso sul listino Politica

Firenze – Si è chiusa con la seduta del 23 luglio  l’attività del gruppo di lavoro istituito dal Consiglio regionale per l’elaborazione della nuova legge elettorale. Non è stata elaborata una proposta di riforma condivisa. La presidente del gruppo Daniela Lastri (Pd) presenterà nei prossimi giorni una relazione conclusiva al presidente dell’Assemblea toscana con le molte soluzioni sulle quali era stato trovato un accordo – su tutte la reintroduzione del voto di preferenza – e i punti ancora oggetto di posizioni diversificate, tra i quali l’introduzione del listino regionale bloccato e le soglie di sbarramento.

Nel corso dell’ultima seduta, il gruppo ha votato a maggioranza una mozione con la quale approva le conclusioni della presidente Lastri e indica tra l’altro la possibile soglia unica di sbarramento al 3 per cento. Hanno votato i consiglieri Magnolfi (Ncd), Del Carlo (Udc), Gambetta Vianna (Più Toscana-Ncd), Chiurli (Gruppo misto), Marcheschi (Fratelli d’Italia) con l’astensione della presidente Lastri. Non hanno partecipato al voto Pd e Forza Italia.

All’inizio della seduta di questo pomeriggio il capogruppo Pd Ivan Ferrucci ha presentato ipotesi di modifica su alcuni punti della proposta già avanzata dal Partito democratico, con le quali si prevede l’introduzione di un listino regionale facoltativo composto da tre candidati, la riduzione del 30 per cento delle firme necessarie per la presentazione delle liste, l’eliminazione del simbolo di coalizione e la possibilità di inserire nel listino regionale anche candidati nelle circoscrizioni.

“Il passaggio per l’approdo alla nuova legge elettorale si prospettava molto difficoltoso sin dall’inizio – è il primo commento della presidente Daniela Lastri – Mi sono adoperata fin dall’insediamento di questo gruppo di lavoro per mettere tutti i consiglieri in condizione di poter fare tutti i necessari approfondimenti, con l’obiettivo di raggiungere la più ampia condivisone possibile. Purtroppo non è stato così. In particolare sulle soglie di sbarramento e sul listino bloccato si sono verificate le più consistenti divisioni.

Non nascondo il mio rammarico per questo fatto. Nel merito – aggiunge la presidente –, ho più volte richiamato la nota dei nostri uffici legislativi sulla quasi certa incostituzionalità del listino regionale facoltativo innestato su un impianto di legge che prevede il ripristino delle preferenze. Anche sulle soglie di accesso sarebbe stato importante dare un segnale di apertura, prevedendo una soglia unica al 3%. È un vero peccato perché il testo base su cui abbiamo lavorato in questi mesi, era una proposta avanzata e innovativa, prevedendo la preferenza agevolata, la doppia preferenza donna/uomo, l’alternanza di genere nelle liste, la previsione del ballottaggio. Adesso la questione passa al Consiglio”.

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