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Legge elettorale: parlano i consiglieri del sì e quelli del no Politica

Firenze – Terminiamo  il  confronto  sulla nuova legge elettorale regionale,  interrogando alcuni consiglieri regionali sulle  motivazioni  del  loro voto favorevole, contrario o  della non partecipazione al voto. Parlano Marco Carraresi (UDC) e Vanessa Boretti (PD)

Marco Carraresi   ha  espresso parere favorevole.  Ma come motiva questa scelta,  che ha  provocato un intenso dibattito  specie  sugli sbarramenti per ottenere una rappresentanza e sul listino bloccato facoltativo?
Con un certo orgoglio posso rivendicare di essere stato, nel 2004, l’unico consigliere regionale a votare contro una legge elettorale che cancellava il voto di preferenza e introduceva in Toscana (facendone un unicum in Italia) il meccanismo delle liste bloccate. La vecchia legge elettorale venne riconfermata anche nella legislatura successiva, è bene ricordarlo, con il voto contrario del Gruppo Udc. Con la nuova legge siamo, in fondo, di fronte ad un bicchiere mezzo pieno. Se non tutto ci soddisfa, infatti, la reintroduzione delle preferenze è il coronamento di una battaglia politica durata oltre 10 anni e combattuta “in solitaria” dall’Udc in Consiglio regionale.

Ritiene, quindi, che questa legge possa avvicinare i cittadini alle istituzioni e accrescere la partecipazione alla vita politica?
Dall’87,35% del 1992, grazie al meccanismo delle liste bloccate, l’affluenza alle urne è calata fino al 72,25% nelle ultime elezioni del 2013. Ritengo che la reintroduzione della scelta diretta dei propri rappresentanti possa aiutare i cittadini a ridurre quella distanza dai “palazzi del potere” che è andata aumentando negli ultimi vent’anni. Meglio mandare la gente a votare lasciando che siano altri a dire quali sono le facce “presentabili”? Credo fermamente che il ritorno alle preferenze, cioè alla pratica più partecipativa della democrazia liberale, sia un fatto positivo prima di tutto per gli elettori.

Vanessa Boretti  insieme ad  alcuni altri esponenti del PD  non  ha partecipato al voto: perché questa decisione?
La scelta di non partecipare al voto è stata sofferta ma l’ho ritenuta per me la più coerente rispetto a quanto ho da sempre sostenuto. Avevamo il dovere di dare una nuova e migliore legge elettorale ai toscani e questo non l’avrei mai impedito. Ma non potevo accettare che si facesse l’opposto di quanto garantito ai cittadini, ovvero mai più listini e nominati. Purtroppo i nostri emendamenti migliorativi non sono stati accolti e oggi ci troviamo un listino “fantasma” e soglie punitive. È un peccato.

Ritiene quindi che questa legge  sia insufficiente  a superare la sfiducia per la politica e ad avvicinare maggiormente i cittadini alle istituzioni?
Unna nuova legge elettorale da sola non basta a colmare la distanza tra cittadini e istituzioni, ma può aiutare. Una cattiva legge peggiora ulteriormente la situazione. Un listino di persone scelte da pochi non potrá mai avvicinare i cittadini. Il testo frutto dell’alta mediazione del gruppo di lavoro istituzionale era un buon punto di partenza. La forzatura dell’accordo PD FORZA ITALIA lo ha sensibilmente peggiorato. Con 6 colleghi del PD abbiamo davvero fatto di tutto per tornare alla buona proposta iniziale. Ora vedremo gli sviluppi. Io farò tutto il possibile per tenere alta l’attenzione e viva la discussione.

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