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Finanza pubblica, Bugli all’Anci: “Proposte comuni contro vincoli della legge di stabilità” Politica

Firenze – La Regione Toscana ha dovuto tagliare dal proprio bilancio, solo nel 2015, ben 450 milioni, per l’effetto combinato della manovre Renzi, Letta e Monti. L’assessore al Bilancio Vittorio Bugli, in occasione dell’incontro fra amministratori, funzionari, dirigenti e esperti della pubblica amministrazione, organizzato ieri da Anci Toscana per approfondire le novità della legge di stabilità, ha indicato le difficoltà finanziarie per i Comuni e la stessa Regione. Da qui la necessità di un lavoro di squadra tra Regione e Anci,  per avanzare proposte comuni al Governo.

Legge di stabilità 2015: tutti sperano a febbraio di avere coordinate più precise e che qualcosa migliori: tra tagli annunciati dal Governo Renzi ed altri temuti. Certo è che ad oggi il patto di stabilità verticale incentivato che ha permesso l’anno scorso di distribuire ai Comuni toscani 70-80 milioni di maggiore spesa – ha dichiarato l’assessore Bugli –  permettendo a chi aveva i soldi in cassa di superare per una pari cifra i vincoli del patto di stabilità e ridare così fiato ad investimenti bloccati, non sarà ripetibile“.

Una nube non di poco conto, spiega la nota della Region Toscana, assieme alla mina vagante costituita dall’obbligo di pareggio di bilancio dal 2015 anche per la Regione. “Rischia di essere un problema – ha siegato l’assessore – perché riduce la possibilità di indebitamento e di contrarre prestiti per finanziare gli investimenti: investimenti necessari per rendere i territori più competitivi e uscire dalla crisi, investimenti già fortemente penalizzati dal patto di stabilità negli anni passati e che rischiano di contrarsi ora ulteriormente”. Per questo Bugli propone un gruppo di lavoro tra Regione e Anci per mettere a punto e presentare al Governo proposte comuni risolutive.

Dalla Toscana 1,4 miliardi in cinque anni per risanare le finanze italiane
“Non si può dire che in questo anni non abbiamo fatto la nostra parte: anzi di più” sottolinea Bugli. L’assessore approfitta del meeting così per riepilogare e mettere in fila il contributo pagato negli ultimi tre anni dalle Regioni e dagli enti locali al risanamento dei conti dello Stato: dal 2012 al 2014 sono 110 miliardi tra tagli, ‘contributi di solidarietà’ e minore capacità di spesa, 75 (compresa la sanità) solo dalle Regioni.
La Toscana ha visto in particolare uscire dai propri bilanci, nell’arco di una legislatura, 1 miliardo e 400 milioni tra il 2012 e il 2014 e 450 milioni li ha persi nel solo 2015 per l’effetto combinato della manovre Renzi, Letta e Monti. “Non potevamo però più tagliare e mettere a rischio i servizi ai cittadini. Così abbiamo accettato la sfida – conclude Bugli – e provato a ridisegnare una Regione e una pubblica amministrazione diverse, più leggere ma anche più reattive”.

“Abbiamo ridotto i costi della politica – riepiloga – , riducendo da 54 a 40 i consiglieri regionali e da 10 ad 8 gli assessori e le rispettive segreterie. Abrogato i vitalizi. Da otto direttori generali siamo passati ad uno, al posto di 114 dirigenti ne abbiamo previsti 70 con 250 dipendenti regionali (quasi un lavoratore su dieci ndr), che andranno in pensione con le regole precedenti alla riforma delle pensioni Fornero”. “Abbiamo anche proposto di ridurre da sedici a sei le Asl del sistema sanitario – prosegue Bugli -. Ci sarà ad aprile una gara unica regionale per il trasporto locale su gomma e invito i Comuni a valutare la stessa strada per le aziende del gas e dell’acqua. Unificheremo il polo aeroportuale e asciugheremo la nostra presenza nelle società partecipate: rinunciando ad esempio alla gestione delle terme o delle fiere, ma continuando a garantire gli investimenti e le infrastrutture necessarie”.
Tutte questioni su cui Bugli propone ai Comuni e ai territori una stretta collaborazione.

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