energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Legge ungulati a ottobre, la Regione apre al confronto con ambientalisti Cronaca

Firenze – Una legge obiettivo sulla gestione degli ungulati selvatici. È quanto sta predisponendo la Regione Toscana per far fronte all’emergenza della proliferazione di questi animali e ai conseguenti danni all’agricoltura, al mercato e alla sicurezza. I numeri parlano chiaro: con 200mila caprioli, altrettanti cinghiali, 8mila daini e 4mila cervi, la Toscana – seconda solo ad alcune zone dell’Austria – con una densità per chilometro quadrato da record, è in cima alla lista delle regioni europee per il numero di ungulati.

Negli ultimi anni i danni causati soltanto dal cinghiale hanno rappresentato circa il 60% dei danni totali liquidati dalla Regione, a fronte di un complessivo 88% rappresentato dalla specie in genere. “È necessario ragionare in termini di emergenza con provvedimenti di emergenza”, ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura Marco Remaschi, intervenuto alla conferenza stampa sulla legge speciale insieme al sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo e al direttore generale di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Stefano Laporta. Assicurata la collaborazione trasversale Regione – Governo, la legge obiettivo è in via di stesura e sarà presentata al vaglio del Consiglio regionale entro gli inizi di ottobre. Le associazioni venatorie e le organizzazioni professionali stanno partecipando attivamente al confronto. Aperto anche il tavolo di discussione dell’attuale legge 157 del 1992, che disciplina il problema: “una legge valida, ma datata, oltre che stesa quando il problema degli ungulati non era minimamente paragonabile a quello di oggi”. Ecco che la legge obiettivo della Regione Toscana potrà rappresentare un modello da estendere al piano nazionale. “C’è una volontà congiunta a risolvere il problema – ha detto Silvia Velo – e siamo già attivi con un gruppo di lavoro tra Ministero dell’Agricoltura e ISPRA per affrontare una questione che non riguarda soltanto gli ungulati ma anche i predatori e che è ormai diventata un’emergenza anche economica. Il nostro supporto è massimo. Attraverso ISPRA collaboreremo con la Regione per la definizione dell’articolato. Disponibile anche l’ufficio legislativo del ministero per una vigilanza sulla conformità della legge alla normativa comunitaria”.

remaschi velo la portaLa legge obiettivo, che avrà una validità di tre anni, oltre all’attività venatoria (e a quella di cattura per le aree urbane e periurbane) prevede l’elaborazione di parametri misurabili quali la densità di ungulati in zone campione e l’incidenza dei danni. Per i monitoraggi e le rilevazioni dei dati saranno coinvolti ISPRA, del Ministero dell’Ambiente, che farà da consigliere tecnico-scientifico alla Regione, e CIRSEMAF (Centro Interuniversitario Studi Faunistici). Lo scopo è di ricondurre il fenomeno, la cui densità è ad oggi 4 volte superiore quella nazionale, ai limiti della gestibilità. “Una volta che avremo ricondotto i numeri a livelli accettabili – ha proseguito Remaschi – procederemo con una normale legislazione ordinaria, senza bisogno di leggi particolari”.

Ma il provvedimento, adesso, è d’urgenza.Vogliamo intervenire subito per una gestione faunistico venatoria che tuteli concretamente l’agricoltura e l’equilibrio ambientale del nostro territorio. I danni alle coltivazioni agricole, in particolare a quelle di pregio tipiche della Toscana, come ad esempio la vite, non sono più sopportabili. Spesso, poi, la perdita del prodotto causa all’azienda agricola anche una perdita di mercato, e un danno al mercato è anche un danno al mondo del lavoro. A questo si aggiungano le frequenti collisioni con veicoli, talvolta con gravi conseguenze, come si è verificato anche in questi giorni”. A margine dell’intervento normativo, sarà tenuta presente anche la gestione delle carni degli ungulati: si pensa alla creazione di una filiera (con eventuale DOP regionale) per la commercializzazione, ma con un occhio anche alla solidarietà. Non è infatti escluso che parte delle carni dei selvatici, tolto l’autoconsumo, finiscano nelle mense dei bisognosi. La Regione apre inoltre al confronto con le associazioni ambientaliste. “Vogliamo che il percorso sia partecipativo, anche perché se tra mondo venatorio, Regione Toscana e Governo non ci sarà una complicità, non raggiungeremo gli obiettivi. In questo quadro, le posizioni degli animalisti arricchiscono il dibattito e pongono elementi su cui ci sarà la giusta attenzione. Giusto confrontarci con altri mondi”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »