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Leggere bene i dati sull’occupazione di maggio STAMP - Lavoro Nuovo

E’ una fotografia quanto mai nitida degli effetti della crisi e della reazione di un paese che cerca di alleggerire la morsa fra recessione e pressione fiscale ai massimi storici. Da una parte il nuovo picco dei giovani senza lavoro (più di uno su tre, il 36,2%, dall’altra l’aumento sia pure contenuto dell’occupazione in generale (+0,7% rispetto ad aprile). C’è, contemporaneamente, l’allarme della Cgia di Mestre secondo la quale molti posti di lavorio nel settore artigianato rimarranno scoperti a causa delle difficoltà e degli ostacoli frapposti da burocrazia e fisco. Questo è ciò che dicono i dati se letti in superficie.

Ci sono tuttavia due livelli di approfondimento che sono essenziali anche in vista delle misure da prendere per affrontare la situazione. I dati della disoccupazione sono entrambi svianti. Quello sui giovani 15-24 anni, perché registra la diminuzione degli attivi: la crisi spinge i giovani che prima non lo facevano a cercare un reddito dal momento che quello della famiglia non basta più. L’aumento del numero degli occupati, secondo gli esperti, è invece dovuto alla permanenza al lavoro dei dipendenti in età più avanzata. Insomma per il momento non ci sono mutamenti essenziali di una situazione che deve essere affrontata con misure sempre più efficaci per fare ripartire le assunzioni da parte delle aziende e rendere ancora più facile l’avvio di attività autonome.

Tenendo soprattutto bene in mente il secondo livello di approfondimento di quei dati. E di questo – i ragazzi left behind, lasciati indietro, come scrive il Financial Times – si parla troppo poco in Italia: qual è il danno che quotidianamente subisce un’intera generazione:. Quando il fortunato che trova un lavoro stabile può pensare a un’esistenza tranquilla e pianificabile, e quello che, partito dalle stesse condizioni, si vedrà costretto a rincorrere anno dopo anno ciò che il primo ha ottenuto solo grazie a un percorso già ben delineato. Il problema è tutto qui: l’uguaglianza delle opportunità deve partire dall’uguaglianza delle chance di trovare lavoro.

La rassegna stampa del giorno 3 luglio 

http://www.lavoronuovo.org/archives/category/rassegna-stampa

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