energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Leggere è un atto di sopravvivenza Opinion leader

L’amore per la lettura mi rende prepotente nei confronti di chi non la condivide: a chi non legge neanche un libro l’anno negherei il diritto di voto, per chi ne legge uno ed è di Moccia procederei con le pratiche di interdizione dai pubblici uffici. Un non lettore mi inquieta nei rapporti interpersonali come un serial killer (solo che non ne conosco molti di questi ultimi): l’unica cosa che mi verrebbe da dirgli in onestà è quella di scomparire dalla mia vista, ma obiettivamente non sarebbe carino.
E’ oggettivo che la congrega dei lettori sia sull’orlo di una crisi di nervi, si senta attaccata quando non lo è, si senta ultimo baluardo della pace e della cultura universale quando leggere un libro non è un atto eroico. Come non lo è respirare, mangiare, bere, dormire, defecare, fare sesso. Ma è l’unico atto di sopravvivenza che mi distingue dal mio gatto. E io ci tengo al darwiniano mantenimento delle distanze.
L’amore per la lettura, se ti entra dentro, ti cambia. Ti condiziona. Ti guida. Ha gli stessi crismi di una dipendenza. Il 14 aprile alle 21.00 al Teatro Everest va in scena uno spettacolo che parla di  questo e non solo. Si chiama Babel ed è una produzione di Murmuris Teatro con la regia di Laura Croce. L’attrice in   scena (Luisa Bosi) interpreta il ruolo di una donna che per lavoro dispensa consigli di economia domestica. Una sorta di blogger di bon ton femminile ante litteram. Al suo ruolo diurno, la protagonista alterna la sua parte nera quella che vive in mezzo a colonne di libri, alle citazioni, doppiaggi cinematografici, imprevisti playback canori. Parole di carta, fragili fondamenta ad una vita apparentemente perfetta, ma inevitabilmente più vera di quella che lei, alla luce dei piani alti, conduce nelle ore diurne. Creatura onnivora che tutto divora e tutto incarna, è sopraffatta da  un’indomita e insaziabile curiosità che la spinge ad appropriarsi di parole   altrui, di espressioni composite e di argute minuzie letterarie che appartengono alle esistenze di personaggi inventati. Di notte nel sottosuolo della sua casa, diventa una splendida donna fatale, diventa madre,   avventuriera, valchiria assassina e si innamora, langue, prova passioni mai neppure nominate, soffre, ride, freme, eccede, uccide, si pente, muore e   rinasce. Due esistenze parallele, la stessa donna. Due luoghi lontani, la stessa casa. Due mondi opposti, il medesimo epilogo. La Torre di Babele è la storia di un'aspirazione e della inevitabile punizione: la confusione delle lingue e   l'impossibilità di comprendersi gli uni con gli altri. Questa la punizione  divina per gli uomini che troppo han voluto e che han tentato di sfidare il   cielo. La nostra torre di babele è una casetta, l'umanità è una donnina sola, la confusione è nella sua mente e nella sua piccola vita, il peccato non è aver voluto troppo, ma troppo poco. Allo stesso modo se gli uomini della Genesi erigono un'impertinente torre che sfida il cielo, lei, più modesta, va nell'opposta direzione e scava una cantina. Là vive davvero, là osa tutto.  

Print Friendly, PDF & Email

Translate »