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L’enigma serie C sarà sciolto solo fra una settimana Sport

Firenze – Ancora una settimana di telenovela per la Serie C. Lunedì prossimo il Consiglio Federale detterà le regole definitive per portare a termine questa tribolata stagione. C’è una giustificata, spasmodica attesa perché ancora le norme principali non sono state stabilite. Unica cosa certa è che la Serie C dovrà tornare in campo come faranno le serie A e B.

In campo, ma come? Per giocare le 11 partite del campionato ancora in calendario?  Per disputare solo i playoff ed i playout? Una cosa sembra scontata la promozione delle prime attualmente in testa nei tre gironi Monza, Vicenza e Reggina. La quarta da promuovere sarebbe il Carpi per scelta federale. Una scelta contro la quale darebbero battaglia Bari e Carrarese, al secondo posto nei rispettivi gironi (Carpi in quello B si è piazzato terzo).  Inoltre giocare i playoff con la libertà di partecipare o meno delle aventi diritto?

Nella lista delle proposte anche questa un po’ strana tesi. Intanto se la Juventus U23, opposta alla Ternana, dovesse vincere la Coppa Italia, anche la Pistoiese entrerebbe nel gruppetto chiamato a disputare i playoff. Gruppetto nel quale ci sono già Carrarese, Arezzo, Siena e Pontedera.

Anche per i playout sulle proposte non c’è una totale intesa fra le 60 società. Il Consiglio federale intende retrocedere in serie D le ultime in classifica dei tre gironi Gozzano (A.); Rimini (B) e Rieti (C.).

Ma il Gozzano ha già dichiarato che darà incarico al proprio avvocato di dirimere la questione. Stesso atteggiamento del Rimini. Se verrà confermata la scelta del Consiglio Federale i playout verrebbero disputati dalle altre quattro squadre in coda di ciascuno girone. In quello delle toscane ci sarebbero Pianese-Pergolettese ed Olbia-Giana.

C’è poi la protesta delle società per le rilevanti spese da sostenere per il protocollo sanitario. Inoltre è pronta a scendere in campo anche l’Associazione calciatori se le decisioni dovessero danneggiate i propri soci. Insomma tira un brutto vento. Lunedi prossimo sarà un giorno complicato, difficile per il Consiglio Federale. Ma il tempo per rimandare ancora i problemi è ormai scaduto.

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