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Lenticchie e bollicine, i principi del Capodanno italiano Breaking news, Economia

Firenze – Tempo di consuntivi dopo la grande abbuffata di Capodanno. I dati li rende pubblici la Coldiretti, che sottolinea l’aumento del 14% della spesa per il cenone rispetto all’anno scorso (2,4 miliardi di euro per l’arrivo del 2020), il fatto che 7 italiani su 10 hanno preferito feste casalinghe presso parenti, amici o a casa propria rispetto al classico “mangiar fuori”, e il ritorno in tavola delle eccellenze della tradizione nazionale.

Prodotto immancabile lo spumante: nove italiani du dieci hanno fatto saltare 74 milioni di tappi durante la fine dell’anno. Se questo è prevedibile, meno lo è il grande consumo di lenticchie, che risulta pari all’82% di presenza nei menù, senza dubbio aiutate dalla tradizionale convinzione che consumar lenticchie la fine dell’anno sia benaugurante per l’intero anno.

“L’interesse per le lenticchie è stato accompagnato dalla riscossa di cotechino e zampone presenti sul 67% delle tavole. Si stima che siano stati serviti – si legge nella nota della Coldiretti – circa 6 milioni di chili di cotechini e zamponi, con una netta preferenza per i primi. Durante le festività di fine anno – precisa l’associazione – vengono fatti sparire dalle tavole circa il 90% del totale della produzione nazionale che è in gran parte certificata come Cotechino e Zampone di Modena Igp, riconoscibili dal caratteristico logo a cerchi concentrici gialli e blu con stelline dell’Unione Europea, ma si rileva anche una apprezzabile presenza di cotechini e zamponi artigianali”.
Grande consumo anche di pesce nazionale, in articolare alici, vongole, sogliole, triglie e seppie. “Il 66% degli italiani ha assaggiato il salmone arrivato dall’estero, mentre appena il 13% si è permesso le ostriche e il 15% il caviale, spesso però di produzione nazionale che viene anche esportato”. Frutta, stravince quella Made in Italy: si parte dall’ uva, presente nel 66% delle tavole anche per motivi scaramantici, mentre il 42%  dei nostro concittadini non resiste al fascino dell’ esotico.
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