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Leopolda, nascita di un nuovo quartiere: ma chiude la Stazione Breaking news, Cronaca

Firenze – Da ex area ferroviaria a quartiere moderno, almeno sulla carta. Lo spicchio di Firenze all’ombra nord di Porta al Prato ha vissuto una nascita piena di ostacoli. Eppure compete in pochi metri quadrati con un sedicente gioiello architettonico quale il Nuovo Teatro dell’Opera. Adesso, alle numerose segnalazioni dei residenti riguardo episodi di spaccio ed insediamento abusivo ed al recente acquisto della vecchia Stazione Leopolda da parte del Comune di Firenze, si aggiunge la notizia della dismissione della linea ferroviaria verso Empoli. A dicembre la chiusura. Di quella Linea 4 che dovrebbe sorgere quale nuovo ramo del sistema fiorentino non si hanno però notizie di cantieri imminenti.

Il rischio degrado. A segnalare il pericolo è stata a metà giugno la consigliera Miriam Amato: “Non trasformiamo anche l’area della ex stazione Leopolda in un quartiere dormitorio” così diceva dopo il sopralluogo effettuato dalla Commissione Urbanistica. “Nonostante l’immagine della Leopolda sia associata al volto più dinamico di Firenze, la realtà è ben diversa. La zona sta diventando un quartiere dormitorio, privo di aree verdi, in cui la vivibilità è stata dimenticata in fase di progettazione, l’unico spazio verde è recintato. Ennesimo quartiere isolato, dove i fondi previsti per le attività  rimangono sfitti, con un garage incompiuto che da una parte fa da ostello ai senza tetto e dall’altra si trasforma in bagno a cielo aperto. Uno stato di profondo abbandono nel cuore del nostro comune, proprio dietro al nuovo Teatro dell’Opera. All’interno dei capannoni delle ex officine ferroviarie, vige il degrado, con rifiuti di ogni genere e situazioni di spaccio a cielo aperto a detta dei residenti. Occhio non vede, cuore non duole” concludeva la consigliera comunale.

La piccola Stazione dei treni ospita oggi una linea detta ‘delle periferie‘ corre lungo la dorsale delle Cascine attraversando il Parco cittadino per poi lambire il percorso pedociclabile verso Signa con fermata a Le Piagge e San Donnino. Periferie più lontane e quartiere più solo?

Non ci sarebbero problemi per il traffico ferroviario con le linee che dovrebbero essere deviate verso, la già sovraccarica, Santa Maria Novella.

La Mobilità. I consiglieri Tommaso Grassi e Donella Verdi sono intervenuti commentando: “Tra il dire e il fare spesso passano tanti anni ed infatti Ferrovie modificherà i flussi ma la linea 4, i cui lavori sarebbero dovuti esser avviati nella mente di qualcuno già a fine 2016, slitteranno almeno di qualche anno. La chiusura anticipata isolerà il trasporto pubblico verso Firenze dalle aree delle Signe e dell’empolese fino al 2021, o che nella migliore delle ipotesi creerà problemi a chi dal 2007 aveva deciso di arrivare a Firenze in treno per lavoro o studio. Nella trasformazione della linea da treno a tramvia non ci sia discontinuità: per questo chiederemo alla ripresa dei lavori del Consiglio comunale con un atto che il sindaco e la Giunta fiorentina si adoperino con Ferrovie per far slittare la chiusura della Stazione Leopolda almeno fino all’avvio dei cantieri della linea tramviaria 4. Non ha senso dire che non ci sarà alcun problema perché i treni verranno fatti arrivare a Santa Maria Novella: chi è favorevole al tunnel dell’Alta Velocità sostiene che il sottoattraversamento e la stazione Foster servano proprio per far spazio in superficie ai treni metropolitani e regionali a Santa Maria Novella, e adesso ci vorrebbero raccontare che per 15 treni al giorno, che arrivano e partono nelle ore di pendolarismo non ci sarebbe alcun problema? Delle due l’una: o ci prendono in giro sull’Alta Velocità o quei treni già adesso si sa bene che non verranno mai trasferiti”

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