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Leopolda, Renzi: “C’è un popolo che non ha paura di dire quello che pensa” Breaking news, Politica

Firenze – Tifo da stadio, musica assordante. Quasi una rockstar, Matteo Renzi fende la folla che lo tocca, lo bacia, se ne impadronisce. Lentamente, avvolto da un nugolo di fotografi e trattenuto dai fans, ogni momento, scamiciato, si ferma, bacia, abbraccia, saluta. E’ il contatto fisico, quello col leader, che la gente cerca. E nei limiti del possibile e dell’umano, Renzi si concede. In molti che poco prima dicevano che era solo la curiosità a spingerli, si sciolgono nell’abbraccio collettivo.

“Doveva essere l’edizione dei flop – attacca Renzi – t’immagini se non era un flop? Se ci avessero detto, 10 anni fa, che avremmo considerato la Leopolda troppo piccola, avremmo chiamato l’ambulanza”.

“Dimostriamo che c’è un popolo che non ha paura di dire quello che pensa, questo popolo c’è, è forte quando si va bene e quando si va male. Se non fate i conti con ‘sto popolo è un problema vostro, non nostro”, conclude.

“Ci sono molte persone che hanno fatto un pezzo di strada con noi e poi se ne sono andate – dice ancora Renzi – ma questo dimostra che siamo in un luogo di libertà. non è vero che siamo circondati da yes men e sigorsì. Qui c’è tanta gente libera, che ha voglia di dire quello in cui crede, che ha voglia di provare a fare politica,  che non ne può più del populismo della demagogia. E questa gente c’è”.

Fra le persone che hanno calcato il palco della Leopolda, Renzi cita Raffaele Cantone, che proprio in questi giorni ha dato le dimissioni. “E’ stato per anni un esempio a livello internazionale – ricorda Renzi – dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. Sono orgoglioso che il nostro governo abbia lanciato l’Autorità, e sono stato orgoglioso di presentarlo al G20, come sempio di buona pratica per tutti gli altri paesi”.

Si parte con un collegamento internazionale con Kobane, con la comandante Nasrin Abdalla, mentre in merito alla guerra di Erdogan Renzi sottolinea: “Noi stiamo con i curdi, con quelle ragazze che hanno protetto l’Occidente e che ora l’Occidente tradisce”.

Intanto, fra la folla appare Simona Bonafè, che dice che “i nemici non sono qui dentro, ma qui ci sono alleati del governo”, concetto ribadito anche dal sindaco Nardella, che sale sul palco per il saluto della città. “Sono  felice di essere qui – dice dando il benvenuto ai partecipanti e agli ospiti –  Sono orgogliosamente il sindaco del pd, ma alla leopolda non ci sono avversari. I nemici sono la destra sovranista di Salvini”. Abbraccio con Renzi a conclusione.

Intanto, per domani è previsto l’intervento della ministra Elena Bonetti che esporrà il Family Act, momento in cui verrà toccato un punto delicato per i rapporti col governo Conte, vale a dire l’emendamento per cancellare Quota 100 e chiedere la destinazione delle risorse a famiglie e salari.  Domani prenderà il via anche il lavoro dei 50 tavoli tematici base di partenza del progrmma di Italia Viva, poi la presentazione (alle 17,30) del logo del nuovo partito. Fra i partecipanti, attesa Maria Elena Boschi, mentre l’assenza più vistosa sarà quella di Luca Lotti. “Fa tanto strano non vedere Luca su quel palco”, sospira qualcuno fra gli (ex) fedelissimi.

Foto: Luca Grillandini

 

 

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