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Leopolda verso il “big bang” e Rossi assicura che ci sarà Politica

«Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi», recita una canzone di Jovanotti dalla quale Matteo Renzi, sindaco di Firenze, ha deciso di attingere per presentare la kermesse fiorentina dei rottamatori, che si terrà dal 28 al 30 ottobre alla ex stazione Leopolda. Dopo la prova di “Prossima fermata Italia”, questo il nome della convention dello scorso anno, Renzi annuncia un appuntamento ancor più ricco di contenuti politici. Assieme al sindaco di Firenze, sul palco ci saranno molti volti importanti, fra i quali Antonio Campo Dall’Orto, di Mtv Italia, gli scrittori Alessandro Baricco ed Edoardo Nesi, il presidente di Anci, Graziano Delrio, il consigliere regionale del Pd siciliano Davide Faraone (probabile prossimo candidato del centrosinistra nella corsa per la poltrona di sindaco di Palermo), il presidente del Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, Matteo Ricchetti, il sindaco di Novara, Andrea Ballaré, ed il primo cittadino di Savona, Federico Berruti. Tanti, dunque, i volti noti. Ma, ha assicurato Renzi, saranno importanti anche gli interventi dei meno famosi. E, a chi gli ha chiesto se teme le parallele convention del duo Giuseppe Civati e Debora Serracchiani a Bologna o la riunione di Tq a L’Aquila, il sindaco di Firenze ha risposto che tutte le iniziative sono importanti e ben accette. Lo stesso ha dichiarato anche il Governatore della Toscana, Enrico Rossi, anche se con una diversa sfumatura. Le varie convention indipendenti del Pd, ha ricordato il presidente della Giunta regionale, possono essere una «ricchezza», ma solo se indirizzate da un programma dettato dal partito. Rossi ha dichiarato di essere stato invitato a L’Aquila ed a Bologna, ed ha assicurato che sarà presente in entrambi i casi. Non ha, invece, ricevuto alcun invito da parte di Renzi ma, ha ricordato, Renzi non fa inviti. Il Governatore ha, comunque, promesso che farà visita anche alla Leopolda, quindi ha dichiarato «Bisogna dare un’impressione di unità e di forza, come un grande partito quale è il Pd. In un partito come il Pd è naturale che ci sia un dibattito, ma poi c’è bisogno che si determini un programma di pochi punti e che su quello si trovi l’unità».

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