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Leopoldo Innocenti, il giardiniere dell’arte Cultura

Firenze – “L’interiorità dell’artista si traduce in un vasto campionario di immagini ricorrenti, estrapolate dal proprio vissuto o emergenti dagli angoli più reconditi della psiche. Lupi dall’incedere minaccioso, voli confusi di piccioni, bizzarri alberi di banano (gli stessi che anni fa piantò dietro casa), venditori ambulanti o perfetti sconosciuti che affiorano, liberamente associati tra loro, da una composizione articolata su più livelli che ha molto in comune con la strutturata complessità di un ecosistema”, scrive Mattia Lapperier, critico d’arte in occasione della prima personale di Leopoldo Innocenti alla Galleria la Fonderia, di Firenze.

La mostra, che resterà aperta fino al 15 giugno 2021 si intitola “Terreni contaminati”. Una contaminazione, che riguarda anzitutto il disordine, ordinatissimo, col quale l’artista rende visibile l’invisibile con dipinti affollati di personaggi, di visioni e, in definitiva, di migrazioni psichiche, e che si fa concreta nelle modalità con cui è utilizzata la carta dei dipinti che viene strappata, frantumata, infine incollata e così diviene elemento primario della ricerca di Innocenti.

il processo creativo messo in atto da Innocenti non è dissimile da quello con cui prepara, concima e osserva svilupparsi il suo giardino, contiguo, in piena città, allo studio ove nascono le ‘altre’ sue opere; del resto a lui piace definirsi ‘giardiniere dell’arte’ e i suoi lavori sono preparati come è preparato il terreno prima della semina. Ed è questa un’ulteriore, evidente contaminazione; che, senza perdersi nel terreno di una presunta dicotomia generativa, si rintraccia nell’inarrestabilità del processo creativo una volta che è posto in essere.

Il superamento del pregiudizio, stereotipato, nei confronti dei vincoli formali e culturali, quest’artista lo gestisce con le sue forze, nella consapevolezza di non dovere, e non volere, postulati che condizionino i suoi lavori. Così genera racconti che attingono alla personale riserva e fucina di ricordi, pensieri, ossessioni, sogni, suggestioni, li assembla, li plasma con colori che sono pigmenti autoprodotti, il più delle volte fortemente diluiti, e la sua narrazione si presenta pregna di quell’inquietudine che incontriamo quando ci riesce di non tenere a briglia corta il nostro più intimo pensare; questo processo, nella poetica di Innocenti, si realizza abdicando alla tentazione di mediare tra forma e pensiero, spiritualità e materia.

Leopoldo Innocenti, classe 1994, fiorentino si è formato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, diploma in arti pittoriche.

 

Leopoldo Innocenti. Terreni Contaminati

28 maggio – 15 giugno 2021

Galleria d’arte La Fonderia – Via della Fonderia 42R Firenze

Tel. 055 221758 – info@galleriafonderia.comwww.galleriafonderia.com

 

 

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