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“Lessico femminile”: le donne fra impegno e talento Cultura

Firenze – In occasione dell’8 marzo, Festa della Donna, è stata organizzata a Palazzo Pitti una mostra gradevole, quanto ricca di significati storico-sociali, dal titolo – appunto – ”Lessico Femminile”.

La mostra vuole testimoniare, attraverso opere di pittori quali Vittorio Corcos, Fausto Zonaro, Odoardo Borrani, Francesco S. Altamura e molte fotografie dagli Archivi Alinari.-.come quella dell’operaia della Manifattura Tabacchi di San Pancrazio, intenta a confezionare sigari; o delle adolescenti della scuola professionale femminile.-. le attività delle donne di condizioni modeste, impegnate in lavori fuori dalle pareti domestiche, o in lavori in sovrappiù, in campagna o nelle case di pigionali, come le trecciaiole.

Tali situazioni, senz’altro disagiate, davano comunque a queste donne un’esperienza di vita molto più complessa, e capace di prepararle alle future lotte sociali (per es. a scioperi che proprio le sigaraie sperimentarono per prime), rispetto alle loro coetanee di estrazione borghese che erano confinate, pur nei loro privilegi, nei rigidi ruoli di mogli e madri.

Certo costoro potevano esprimere i loro talenti, se li avevano, come persone dedite alla cultura, come la musica, la pittura, la scrittura.-.specie di testi per bambini.-.quando non addirittura impegnate nell’insegnamento nelle scuole elementari. Nel periodo risorgimentale alcune di loro parteciparono, anche direttamente, all’impegno patriottico, come si può vedere nei celebri quadri delle cucitrici di bandiere tricolori di Odoardo Borrani o di Domenico Induno.

Comunque, l’arco di tempo che possiamo indicare come riferimento dell’emancipazione femminile in Italia (per lo meno nelle regioni più evolute) va dalla fondazione della Fratellanza Artigianale nel 1861, all’evento veramente rivoluzionario per l’epoca, dell’assegnazione del Premio Nobel a una donna: ossia a Grazia Deledda, con il suo romanzo ”Canne al Vento”, nel 1926.

Più di mezzo secolo, almeno, da quando la donna passò dalla crinolina agli abiti  corti e sciolti degli anni immediatamente dopo la prima guerra mondiale :una moda femminile più disinvolta fu segno dei tempi, come lo è stato, fino ai nostri giorni.

Firenze in particolare fu un centro privilegiato di questa evoluzione grazie a molte presenze straniere femminili provenienti da paesi, come la Gran Bretagna, più avanti in questo cammino. Ricordiamo i nomi più celebri, come Elizabeth Barret Browing , Margaret Fuller , Th. Garrow Trollope e tante altre.

Comunque , oltre alla presente esposizione che mette in mostra opere degli artisti sopra ricordati e di molti altri, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti offre da sempre un panorama quanto mai esaustivo della pittura di questo periodo, con ritratti di donne provenienti dall’alta borghesia , ma anche di donne impegnate nel lavoro dei campi, come la trecciaiola di Vittoro Corcos opportunamente messa in copertina del bel volume edito da Sillabe.

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