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Lettori di libri in calo, Toscana sesta nella classifica delle regioni Società

Firenze – Si piazza solo sesta, la Toscana, col 48,2%, nella classifica 2014 delle regioni in cui si conta il più alto numero di persone di sei anni e più che hanno letto almeno un libro nel corso dell’anno. Un risultato un po’ a sorpresa, visto la diffusione della cultura che tradizionalmente vede nella Toscana un bastione importante. Invece, a capo della classifica, si piazza, col 53,6%, il Friuli Venezia Giulia, seguito da Trentino Alto Adige col 53,3%, la Liguria col 50,4%, l’Emilia-Romagna col 50, 1%, Piemonte col 49,2%.

Facendo una sintesi, il primo dato che salta all’occhio (da uno studio diffuso dall’Istat) è la diminuzione di lettori di libri che è avvenuta nel 2014. Una tendenza negativa che si è andata rafforzando a partire dal 2010, anno in cui si è interrotta la progressione in positivo della quota di lettori che era iniziata a partire dal 2000. Il picco massimo era stato raggiunto nel 2010, anno in cui il livello nazionale di quota di lettori da sei anni in su era stato del 46,8%. L’inversione di tendenza è stata particolarmente forte nel 2014: la quota di persone che dichiarano di aver letto almeno un libro per motivi non scolastici o professionali nell’arco dei 12 mesi è scesa al 41,4% (dal 46% del 2012 e 43% del 2013).

Il nucleo che ha perso più lettori è quello dei più giovani. Ecco la progressione negativa: quota di questi lettori è diminuita dal 49,3% del 2013 al 44,6% del 2014 per i ragazzi tra i 6 ed i 10 anni, dal 57,2% al 53,5% per quelli tra gli 11 ed i 14 anni e dal 49,8% al 45,6% per giovani tra i 20 ed i 24 anni.

Una conferma arriva dalle differenza di istruzione. A titolo di studio più elevato corrisponde una maggiore propensione alla lettura: circa tre laureati su quattro leggono, (il 74,9%; il 77,1% nel 2013), ma la proporzione si riduce a uno su due fra chi ha conseguito al più un diploma superiore (51,1%; il 53% nel 2013). Altra conferma la dà le differenze di genere: le donne leggono di più rispetto ai coetanei maschi. Le lettrici sono il 48% (erano il 49,3% nel 2013), contro il 34,5% dei lettori maschi (36,4% nel 2013). In assoluto, il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 ed i 24 anni (oltre il 60% ha letto almeno un libro). Anche per le donne, comunque, la quota di lettrici scende al di sotto del 50% dopo i 55 anni, mentre per i maschi, è sempre inferiore a tale valore in tutte le età. Le differenze di genere non sono significative solo per i bambini tra i 6 ed i 10 anni e gli anziani con 75 anni e più.

E se le differenze territoriali pesano (legge di più il Nord-est del Nord-Ovest, il Centro Nord rispetto al Sud e isole, con l’eccezione della Sardegna dove la quota è del 45,7%, decima posizione prima di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo) ancora di più, avvisa l’Istat, conta l’esempio in famiglia: tra i ragazzi di 6-14 anni legge il 66,9% di chi ha madre e padre lettori e solo il 32,7% di coloro che hanno entrambi i genitori non lettori.

 

 

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