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L’Europa si ritrova a Firenze per discutere del suo futuro Politica

Il segretario generale dell'Istituto Universitario Europeo Pasquale Ferrara lo ha detto senza usare mezzi termini: Queste del 25 maggio sono le prime vere elezioni europee. Finora infatti si era assistito alla nazionalizzazione del dibattito europeo che rispecchiava la conformazione politica dei singoli paesi. Questa volta, invece, i temi europei sono entrati di prepotenza nella prospettiva dell'organizzazione delle politiche nazionali ed "è un bene perché l'Unione si trova alla vigilia di una legsilatura costituente" nella quale deve ritrovare un nuovo volto e un rilancio della sua missione storica.

L'ora è dunque fatale e la tre giorni fiorentina "The State of The Union", giunta alla quarta edizione e organizzata dall'Istituto della Badia Fiesolana e dal Comune di Firenze, una delle idee dell'ex sindaco Renzi, è diventata quest'anno un'occasione unica per informare i cittadini e presentare i temi, le politiche e i personaggi che le porteranno avanti, al di fuori "delle polemiche spicciole, dei talk show che banalizzano tutto, degli opportunismi elettorali dell'euro sì e dell'euro no, degli euroscetticismi superficiali", come ha detto il vicesindaco Dario Nardella nel presentare la manifestazione che comincerà domani con una conversazione alla Badia Fiesolana con Romano Prodi che è stato presidente della Commissione europea. Si proseguirà giovedì con quattro sessioni di discussione su quattro temi cruciali quali l'emigrazione, il welfare, la poltiica estera di fronte alla crisi dell'Ucraina e la situazione delle trattative del commercio internazionale. Venerdì infine ci saranno i vertici dello Stato con il presidente Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Oltre a Josè Manuel Barroso presidente uscente della Commissione di Bruxelles, e George Soros, il finanziere che tanto ha condizionato ( e condiziona) i poveri bilanci degli stati europei.  

Una risposta seria all'euroscetticismo dunque che vuole parlare ai cittadini. Lo fa da una città che è diventata capofila di un movimento che vuole fare delle città "luoghi di innovazione culturale", come ha detto Nardella: "Non è picconando l'Europa che si risolvono i problemi, ma restando dentro con la testa, le braccia per fare i cambiamenti necessari e riportarla vicina ai cittadini" 
 

 

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