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Liberalizzazione commercio, la Regione ricorre alla Consulta Economia

“La liberalizzazione totale e selvaggia degli orari e delle aperture è solo un altro regalo alla grande distribuzione e una batosta per le piccole imprese. Un minimo di regole è utile anche alla concorrenza. Tutto questo mentre bisognerebbe invece rilanciare il piccolo commercio per fini sociali, di sicurezza, vivibilità e di identità”. Lo ha detto il presidente Enrico Rossi commentando la decisione presa dalla giunta.
E’ stata approvata nel primo pomeriggio di ieri 2 gennaio, infatti, una circolare per il settore commerciale toscano. “Chiariamo così – ai comuni e agli operatori del settore – i rapporti che intercorrono tra normativa statale e regionale in materia di orari, sottolineando l’applicabilità della norma regionale rispetto a quella nazionale” ha detto l’assessore al commercio Cristina Scaletti. Infatti la norma regionale approvata il 27 dicembre scorso è entrata in vigore successivamente a quella nazionale, e pertanto trovano piena applicazione le disposizioni ivi previste in una materia che il Titolo V della Costituzione stabilisce di piena competenza delle Regioni, come più volte ribadito dalla stessa Corte Costituzionale.
“La Regione – ha continuato l’assessore Scaletti – pur recependo alcuni principi di liberalizzazione che provengono dal governo, ritiene che la liberalizzazione debba essere equa e non selvaggia nel rispetto dei diritti dei lavoratori e del piccolo commercio, come affermato anche dalle principali associazioni di categoria e dai sindacati”.
“Non è il consumismo la risposta giusta alla crisi – ha precisato Enrico Rossi. Mi pare solo un insulto alla nostra identità culturale, alle nostre tradizioni e alla nostra storia. Ci aspettiamo che anche la Chiesa faccia sentire la sua voce. Si costringerà chi lavora nei negozi a gestione familiare ad essere incatenato al banco, con la saracinesca alzata giorno e notte, senza pause per 365 giorni all’anno. Dove finisce la persona, la sua vita privata, i suoi diritti?”
“Ho anche forti dubbi – ha concluso Rossi – sul reale intesse della grande distribuzione. Infatti se si escludono alcune situazioni particolari, di grandi catene nelle grandi città d’arte, penso che in generale le maggiori aperture e gli orari più lunghi finiranno per rappresentare solo un ulteriore costo che andrà a pesare sul prezzo dei prodotti, quindi sui consumatori. Il governo farà bene a ripensarci e presto. Non sono queste le liberalizzazioni che ci aspettiamo”.“La Regione – ha continuato l’assessore Scaletti – pur recependo alcuni principi di liberalizzazione che provengono dal governo, ritiene che la liberalizzazione debba essere equa e non selvaggia nel rispetto dei diritti dei lavoratori e del piccolo commercio, come affermato anche dalle principali associazioni di categoria e dai sindacati”.  (Com)
Notizia collegata Deregulation commercio. Barducci "Non è la soluzione alla crisi"

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