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Liberalizzazioni, Codacons annuncia un contro-ricorso alla Consulta Notizie dalla toscana

Questo in sintesi l'annuncio contenuto nella nota, pubblicata ieri, del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori" (Codacons) relativa alle reazioni della Regione Toscana alle misure del Govenro Monti. "E sarà chiesta una sanzione salatissima – si precisa – in relazione ai danni alla concorrenza sui prodotti''.

L'artcicolo, al secondo comma, obbliga le Regioni e gli enti locali ad adeguare, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, i propri ordinamenti alle prescrizioni del primo comma, ossia, in buona sintesi: libertà di apertura e prestazione di servizi, come principi generali dell'ordinamento nazionale per gli esercizi commerciali sul territorio senza limiti territoriali e vincoli di qualsiasi altra natura, nel rispetto dei principi di tutela della salute, dei lavoratori, dell'ambiente, anche urbano, e dei beni culturali.

Le dichiarazioni
''Opporsi ad un provvedimento che i consumatori chiedono da 20 anni è assurdo e dannoso, perchè liberalizzare il commercio
vuol dire salvare migliaia di negozianti dalla bancarotta, far riprendere l'economia nazionale e offrire maggiori possibilità ai cittadini'' continua la nota.  Il Codacons, che interverrà dinanzi la Corte Costituzionale a tutela dell'articolo 31 della manovra, calcola che le mancate liberalizzazioni nel settore del commercio costano complessivamente ai cittadini ben 8 miliardi di euro: 5,5 miliardi a causa del ritardo nel commercio al dettaglio alimentare, e 2,5 miliardi per il commercio al dettaglio non alimentare. "Per questo – conclude la nota  – ''ostacolare un incremento della concorrenza in Italia è un atteggiamento deplorevole che dimostra come l'interesse dei cittadini non sia mai in cima alle priorità della nostra classe politica''.

L'articolo 31 del decreto Salva Italia Esercizi commerciali (dal testo coordinato del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201)
1. In materia di esercizi commerciali, all'articolo 3, comma 1, lettera d-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono soppresse le parole: «in via sperimentale» e dopo le parole «dell'esercizio» sono soppresse le seguenti «ubicato nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle località' turistiche o città d'arte».
2. Secondo la disciplina dell'Unione Europea e nazionale in materia di concorrenza, libertà' di stabilimento e libera prestazione di servizi, costituisce principio generale dell'ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell'ambiente, ivi incluso l'ambiente urbano, e dei beni culturali. Le Regioni e gli enti locali adeguano i propri ordinamenti alle prescrizioni del presente comma entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

La normativa della Regione Toscana sul commercio
Codice del Commercio: "Testo Unico in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, somministrazione di alimenti e bevande, vendita di stampa quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti".

 

 

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