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Liberalizzazioni: in Francia professionisti in rivolta Economia

Parigi – Migliaia di farmacisti sono scesi in strada a Parigi per manifestare contro una legge che prevede la liberalizzazione delle professioni liberali. Allo sciopero hanno anche aderito medici, avvocati, notai decisamente contrari a un testo che a loro avviso rischia di danneggiare uno dei pochi settori dinamici del paese e aggravare i costi per i cittadini. Il governo ha invece deciso che uno scossone a categorie protette come quelle delle professioni liberali avrebbe il doppio obiettivo di rendere più dinamico il settore e abbassarne prezzi e tariffe.  Con la prospettiva di creare 120.000 posti di lavoro. Attualmente le professioni liberali impiegano 2 milioni di persone e “pesano” 190 miliardi l’anno (dato del 2011).

 Il braccio di ferro è  appena iniziato ma vista la collera delle professioni liberali contro la legge “crescita e potere d’acquisto”  e la mobilitazione in tutta la Francia per bloccarne l’adozione rischia di durare a lungo. A mettere il fuoco alle polveri è soprattutto la prevista apertura del capitale delle SEL (società ad esercizio liberale) a non professionisti del settore, come banche e assicurazioni.

Ma, come rileva oggi il giornale “Challenges” nella sua versione on line,  a spaventare le professioni liberali e categorie protette come le potentissime ‘autoscuola’ ci si sono messe anche start up che offrono servizi a prezzi assai più convenienti per il consumatore. E` nata così la prima autoscuola on line che permette di prendere la patente con un costo medio di 675 euro, circa la metà di quanto è necessario con la filiera classica. O “demander justice” una piattaforma che aiuta gli internauti a risolvere litigi della vita quotidiana, trattando casi che non necessitano la presenza di un avvocato perché inferiori ai 10.000 euro. Un’iniziativa che non è piaciuta all’ordine degli avvocati che ha cercato di bloccarla ma senza successo. Un altro sito “Testamento” offre per  34,90 euro di redigere, con documenti olografi, il proprio testamento. E non è probabilmente che l’inizio di una minirivoluzione che rischia di dare uno scossone alle categorie protette assai più efficace di quello previsto dal progetto di legge. Che rischia, come è già avvenuto al di qua delle Alpi, di perdere vigore lungo l’iter parlamentare.

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