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Liberalizzazioni, pacifica protesta dei tassisti davanti a Palazzo vecchio Cronaca

La protesta, pacifica, «antiliberalizzazioni» dei tassisti fiorentini ha avuto luogo di fronte Palazzo Vecchio, nel corso della manifestazione una delegazione della categoria è stata accolta . dal vicesindaco, Dario Nardella, che ha acconsentito ad incontrarli. “Da qualche tempo chiedevamo all'amministrazione di aprire un tavolo sulla questione liberalizzazioni- prosegue Maurizio Ciardi, presidente della cooperativa Scoota – ma fino ad oggi c’erano stati soli contatti informali”. “Va dato atto ai tassisti fiorentini del comportamento civile e responsabile tenuto in questi giorni- scrive in una nota il vice Sindaco Nardella – visti anche gli episodi avvenuti in altre città durante le manifestazioni di protesta messe in atto dalla categoria. Prima di esprimere precise valutazioni dovremo, però, aspettare il testo definitivo non ancora reso noto, anche se, da ciò che leggiamo, abbiamo forti perplessità sulla prevista esclusione dei sindaci dalle valutazioni e dalle decisioni sul settore taxi”. Il vicesindaco ha auspicato che ci possano essere margini per modificare la norma perché il dialogo con la categoria possa andare avanti, pur ricordando anche che per l’amministrazione comunale è necessario rivedere alcuni punti dell’attuale regolamentazione in materia di tariffe e di offerta del servizio.

Per avere chiarimento su come si è svolta la manifestazione e quali sono le sensazioni al termine di essa, abbiamo rintracciato Yuri Bertini, tassista collaboratore e Simone Andrei, presidente Confartigianato Taxi Firenze. “Siamo rimasti con l’amaro in bocca quando abbiamo saputo che al confronto non si sarebbe presentato il Sindaco – esordisce Yuri Bertini, ventisette anni, tassista collaboratore- Mentre nelle altre piazze d’Italia i primi cittadini ci hanno messo la faccia. Comunque, il vice sindaco Nardella dopo il confronto con un gruppo di sindacalisti, è sceso in piazza per rassicurarci. Ci ha, infatti, chiarito la linea unanime dell’amministrazione pubblica. Il comune si auspica che la competenza territoriale sia mantenuta da Palazzo Vecchio e che non sia data ad altre autorità. Questo per noi è molto importante- spiega Yuri – Se cosi non fosse a tutti i tassisti d’Italia, sarebbe reso possibile il cercare lavoro in altri comuni diversi dalla propria residenza. Esempio; un tassista di Napoli potrebbe venire a Firenze per cercare passeggeri, togliendo il lavoro a noi e ugualmente succederebbe a parti invertite”. Il decreto legge, sul tema delle liberalizzazioni, non ancora ufficializzato ha già lasciato l’amaro in bocca. Un affare nebuloso ancora non dibattuto alle Camere a Roma che sta gettando scompiglio nelle piazze.
“Del doman non v’è certezza” citava Lorenzo dei Medici nella famosa poesia «Quant’è bella giovinezza», che contrasta con il titolo dato al temuto provvedimento «Cresci Italia». “Abbiamo accolto con favore la possibilità d’incontrare il vice sindaco Nardella per esporre le nostre preoccupazioni riguardo alle eventuali modifiche al decreto che consideriamo destrutturanti e nocive per il nostro settore – E’ intervenuto Simone Andrei, Presidente del sindacato Confartigianato taxi Firenze – Abbiamo mostrato perplessità e ci opponiamo alle questioni Della Territorialità che prevede il passaggio del controllo dall’amministrazione comunale ad un’autorità estranea. Questo porterebbe gravi rischi, in quanto, un lavoratore potrebbe essere costretto ad uscire dal proprio comune di residenza per cercare lavoro andando così a congestionare il sistema di trasporto-taxi di altri comuni. Non capiamo come mai – prosegue Andrei – sentiamo molto spesso la parola «Modello Europeo» e per quanto riguarda la nostra categoria non è preso come modello, per esempio quello tedesco. Un tassista di Monaco lavora nel comune del capoluogo Bavarese non va a Berlino a cercare passeggeri. Quello che potrebbe verificarsi con la firma del decreto è un controsenso. Inoltre noi siamo contrari ad un sistema oligopolistico delle licenze, cioè ci opponiamo a quel sistema che prevede un aumento a dismisura delle licenze accorpato ad un solo soggetto. Il quale, senza dubbio, potrebbe esercitare la propria potestà concedendo a suo piacimento le licenze sfruttando i lavoratori. Noi chiediamo che sia mantenuta la territorialità in mano alle amministrazioni comunali e che ad ogni singola licenza corrisponda un solo soggetto proprietario, chiediamo anche, che la nostra amministrazione comunale faccia ciò in suo potere, cioè in un certo senso sollecitare e fare pressione ai politici in parlamento, in modo tale che, quando arriverà il tanto temuto giorno della discussione alle camere, possano a loro volta porre pressioni sulla possibilità di modifica del testo ufficiale”.
Il malumore nei tassisti non si è certamente volatilizzato dopo l’incontro con Nardella, ma da rilevare, come lo stesso vice sindaco ha volutamente espresso in una nota, è il comportamento di protesta civile messa in atto dalla categoria. “ Se abbiamo creato dei disagi ai cittadini, ci dispiace, ma abbiamo protestato perché, ai seicentocinquantaquattro taxi esistono altrettante licenze e dietro di loro ci sono all’incirca un migliaio di famiglie che con l’approvazione del decreto «Cresci Italia» rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro. Noi come categoria, conclude il presidente di Confartigianato Taxi Firenze, abbiamo confermato lo sciopero per lunedì prossimo con un orecchio teso a percepire qualsiasi notizia sul decreto legge in discussione alle camere”.

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