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Libertà di stampa: in Italia giornalismo ancora sotto attacco Cultura

Firenze – Libertà di stampa? Non possiamo dirci in buona salute. L’Italia, seppur in miglioramento, naviga al 41° posto nel mondo preceduta ancora da Paesi come Samoa, Namibia, CapoVerde, Ghana, Sud Africa, Trinidad e Tobago, Burkina Faso.

Una classifica, quella di Reporter senza frontiere per il 2020, che arriva fra l’altro in un momento storico che vede una pandemia travolgere il pianeta. Oggi, 3 maggio, nella Giornata mondiale dedicata dall’Onu alla libertà di stampa, fa un certo effetto trovare ancora l’Italia in una posizione non certo soddisfacente. Ai vertici troviamo i Paesi del nord Europa, due stati dell’America centrale e uno dell’Oceania: rispettivamente Norvegia, Finlandia, Danimarca, Svezia, Olanda, Giamaica, Costa Rica, Svizzera, Nuova Zelanda e Portogallo.

Per rimanere in Unione Europea, quasi tutti i Paesi sono davanti a noi, a cominciare dalla Germania. Dietro abbiamo soltanto Romania (48), Croazia (59), Polonia (62), Grecia (65), Malta (81),  Ungheria (89), Bulgaria (111).

Un disastro? Se l’Italia non ride, gli Stati Uniti fanno registrare il 45° posto mentre non certo esaltante è il 35° posto del Regno Unito. Fra alcuni dei grandi Paesi, troviamo in fondo classifica l’Egitto (166), l’India (142), la Russia (149), l’Arabia Saudita (170), l’Iran (173) la Cina (177) mentre chiudono la classifica la Corea del Nord (180) preceduta da Turkmenistan (179) e Eritrea (178).

C’è da osservare che gli anni peggiori per l’Italia sono stati il 2015 e il 2016. Da un preoccupante 77° posto il nostro Paese è via via risalito al 52° nel 2017, al 46° nel 2018, al 43° nel 2019. Quest’anno sono state scalate altre due posizioni. Piccoli passi ma sempre meglio che indietreggiare. Anche se deve continuare a far riflettere il fatto di trovarci a guardare con il naso all’insù i nostri grandi vicini come Germania, Spagna, Francia e Inghilterra. E proprio questo 3 maggio, Giornata mondiale della libertà di stampa, ne è l’occasione.

Per rimanere all’Italia, sono ancora una ventina i giornalisti costretti a vivere sotto scorta perché minacciati di morte. Diversi, anche qui in Toscana, i casi di aggressione e intimidazione segnalati in queste ultime settimane tanto da spingere Associazione stampa e Ordine dei giornalisti a sollecitare l’attenzione delle istituzioni. Richiesta subito raccolta da alcuni prefetti con in testa del prefetto di Firenze, Laura Lega che solo pochi giorni fa è intervenuta sull’ennesima minaccia a giornalisti toscani.

Il prefetto Lega oltre ad assicurare “la ferma azione di accertamento delle responsabilità” ha parlato di “riaffermazione convinta del rispetto nei riguardi di una funzione strategica in una democrazia matura qual è quella svolta dall’informazione, che consente la conoscenza, il formarsi dell’opinione pubblica ed il confronto delle idee sulla base dei fatti”.

“Dobbiamo in sostanza scongiurare – ha sottolineato il prefetto di Firenze – il rischio del profilarsi di un’insofferenza crescente nei riguardi di chi fa informazione, di chi racconta la realtà che stiamo vivendo. Su questo ci sarà massima attenzione da parte delle Istituzioni, ma è importante che ci sia crescente consapevolezza nella società civile che la democrazia si alimenta con la conoscenza, la competenza ed il rispetto. Siamo accanto ai giornalisti toscani impegnati nell’assicurare quotidianamente il dovere di informare per garantire a tutti noi il diritto di conoscere”.

La Giornata mondiale della libertà di stampa che si celebra oggi – ha detto il sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega all’Informazione ed editoria, Andrea Martella – è molto più di un momento celebrativo. E’ l’occasione per ribadire un impegno, istituzionale e civile, a difesa di una stampa indipendente e pluralista: perché la libertà d’informazione è la pietra angolare su cui poggia ogni democrazia”. Martella ha ricordato poi “i giornalisti che hanno perso la vita facendo il proprio lavoro e quanti, in alcuni Paesi, vengono minacciati o imprigionati per aver rivelato con il loro lavoro verità non gradite. Si tratta di un fenomeno che non trova sosta nemmeno in tempo di emergenza sanitaria, una fase senza precedenti nella quale è ancora più essenziale, per l’assunzione di comportamenti responsabili dei cittadini, il lavoro di chi informa in modo imparziale e affidabile”.

Parole che ben evidenziano la posta in gioco. Parlare di libertà di stampa è difendere uno dei principi cardine di ogni Costituzione democratica. Anche e a maggior ragione in momenti di emergenza come quelli che stiamo vivendo.

 

 

 

 

 

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