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Librerie domestiche: la carta d’identità della persona che pensa Cultura, Società

Firenze – Storie dell’uomo, memorie umane depositate negli spazi circoscritti di un libro che cementano il sapere e quel desiderio di scoperta che si cela spesso in ognuno di noi. Costituiscono la ricchezza di una persona e, talvolta addensati su scaffali e librerie diventano una parte viva dell’ambiente casalingo, un fatto privato, un dettaglio fondamentale della personalità di chi vi abita.

Ogni libreria è unica, è come un racconto degli interessi e delle profondità umane, una circumnavigazione della mente.

Mauro Cenci, fotografo nato a Fucecchio, ha fermato le immagini di alcune stanze di lettura private, in un libro “Biblioteche Domestiche”, Metilene Edizioni, 2022, che sarà presentato sabato 17 dicembre alle ore 10,30 negli spazi della Biblioteca delle Oblate a Firenze alla presenza, insieme all’autore, di Cristiano Coppi editore indipendente, di Sergio Givone filosofo e accademico, Alessandro Pagnini, filosofo e presidente della Fondazione Francis Bacon, Sergio Risaliti direttore del Museo Novecento di Firenze.

“Un libro che parla di libri, ritratti intimi di biblioteche domestiche”. Sono trentacinque le biblioteche di personaggi dell’arte e della cultura che hanno aperto le porte delle loro abitazioni, lasciando che il discreto occhio fotografico dell’autore catturasse ogni minimo dettaglio della loro ricerca umana e professionale. Un’intimità intellettuale che non è solo il contenuto di ogni libro, ma presenta anche lo spazio abitato, con la disposizione delle librerie nell’ambiente, con gli oggetti, taluni di uso quotidiano e gli affetti più cari tradotti in foto appese o doni di varia natura, come una sorta di documentazione della vita. Ritratti di uomini e donne, come quella di Paolo Barbaro, Sergio Caruso, Sergio Givone, Dora Liscia Bemporad, Lara-Vinca Masini, Alessandro Pagnini, David Palterer, Daniela Tartaglia e Luigi Zangheri. La ricerca è ancora aperta, altre librerie si aggiungeranno a quelle inserite nel libro, l’autore proseguirà il suo viaggio tra libri e librerie “nascoste”.

La lettura, dunque, ha a che fare con la nostra identità, come sapiens, come persone, come appartenenti ad una comunità di parlanti alfabetizzati. Ed ecco perché il libro: quella tecnologia con la quale abbiamo potuto dare un senso al mondo e grazie alla quale abbiamo memoria di chi siamo”, scrive Alessandro Pagnini, presidente della neonata  Fondazione Francis Bacon, centro di storia e filosofia delle scienze e della cultura, nella bella presentazione al libro di Mauro Cenci.

Oltre all’interesse personale dell’autore è stato fondamentale il supporto all’iniziativa del filosofo pistoiese e della “sua” Fondazione che ha patrocinato la realizzazione del libro: “la Fondazione ha voluto interpretare in linea coi suoi progetti e “adottare”, come una sorta di epigrafe in immagine, l’idea espressa da Mauro Cenci in questo libro: non c’è educazione che non parta dalla percezione (nel senso dell’estesiologia prima che dell’estetica), che non dia fiducia e non richieda attenzione senza dare un compiacimento ai sensi e senza destare curiosità”.

Tra gli obiettivi della Fondazione Francis Bacon, oltre a sviluppare una ricerca storica, filosofica, politica e sociale si prefigge, per il futuro, di sostenere una scuola di alta formazione su “Epistemologia dell’educazione e scienza della lettura” destinato ai cittadini e ai docenti di tutte le scuole. Inoltre si impegna costantemente ad individuare spazi pubblici e privati dove promuovere la lettura di qualità e sensibilizzare verso quelle problematiche legate alla conservazione dei libri e dare voce alle difficoltà dell’editoria.

Foto di Mauro Cenci © Metilene

 

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