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Libri d’Italia fa scuola, tanti appuntamenti con gli autori Cultura

Prato – La paura del Coronavirus non sembra aver fermato le amministrazioni comunali del territorio pratese che nel settore cultura hanno messo in campo una serie ricca, importante e variegata di appuntamenti con gli scrittori noti e meno noti al grande pubblico di lettori.

Da “Autori di oggi. Capolavori di ieri”, organizzata dalla Pro Loco di Carmignano, con il contributo dei Comuni di Carmignano e Poggio a Caiano e curata da Carla Lomi, al Caffè Letterario nel Comune di Montemurlo, a Libri d’Italia la rassegna promossa dal Comune di Prato in collaborazione con il club service cittadino Kiwanis a cura del giornalista Stefano Coppini.

Un appuntamento questo che vanta ben 25 anni di attività patrocinato  dal Comune di Prato e dalla Provincia e sempre condotto dal suo ideatore Coppini.

L’idea – dice il giornalista – “nacque nel 1994 con il titolo Conversazioni in collaborazione con il gruppo dei giovani industriali. Vi parteciparono Mario Luzi, Mario Monicelli,Pamela Villoresi, l’editore e giornalista Vanni Scheiwiller. Erano una serie di incontri con intellettuali, registi, attori per affrontare i vari temi legati più o meno al mondo della cultura e dell’arte. Dei veri e propri dialoghi. L’anno successivo iniziò la collaborazione con il club Kiwanis e impostai l’iniziativa con interventi in pubblico e coi libri.”

Perché cambiò il titolo da Conversazione a Libri d’Italia? 

“Erano gli anni in cui la Lega dichiarava apertamente la secessione in Italia. E io pensai che il mio Paese potesse,nonostante tutto,rimanere unito dalla letteratura.”

Qual è stato il momento più difficile per Libri d’Italia?

“Sicuramente la ristrutturazione del Teatro del Cicognini la sede naturale che per diversi anni è stata inagibile. Siamo stati ospitati in luoghi diversi e belli anche da un punto di vista storico e architettonico ,ma ho sempre pensato che il Cicognigni per la sua storia e per i personaggi che lì vi hanno studiato da D’Annunzio a Malaparte, a Monicelli come convittore (lui stesso  venuto a Prato si rivide in una foto dell’epoca) ad Edoardo Nesi, sia il palcoscenico migliore.”

Invece il ricordo più bello?

“Dalla sala piena con la Maraini, c’erano tantissime persone sedute anche per terra pur di ascoltarla a Giorgio Saviane che colpito da un ictus temevo non riuscisse a farsi capire dal pubblico. Ma non fu così Saviane parlò in scioltezza e fu un successo. Rammento anche Daniele Del Giudice che è uno scrittore straordinario ma a Prato non ebbe e a torto un buon riscontro di pubblico e che oggi ha purtroppo l’Alzheimer.”

Quest’anno tra gli autori della 26esima edizione c’è Adriano Sofri. Non teme che la sua presenza possa urtare gli animi di chi ha vissuto i tempi bui del terrorismo rosso? 

“Adriano Sofri sarà a Prato per parlare di un libro molto bello e che troverà interesse tra i lettori. È un uomo che ha pagato il suo debito con la giustizia e dunque è libero,un intellettuale di cui si possono o meno condividere le idee. Verranno ad ascoltarlo persone che lo ritengono colpevole ma anche  chi pensa che sia innocente. Adriano Sofri è una persona capace di parlare a tanti; ha commentato le “Beatitudini”insieme a Gianfranco Ravasi che nella Chiesa Cattolica non è proprio l’ultimo arrivato.”

Libri d’Italia si conclude a luglio con il Colibrì di Sandro Veronesi guarda caso qualche giorno dopo il Premio Strega. “È una pura coincidenza e non voluta” ma Stefano Coppini ce lo dice con un fanciullesco sorriso.”

Foto: Dacia Maraini

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