energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Libri/ “In viaggio col Che” di Andrea Semplici Cultura

Non è il Che Guevara rivoluzionario, per intendersi quello immortalato da Alberto Dìaz Gutierrez in arte Korda, nella foto dal titolo il “Guerrillero heorico”, realizzata con una Leika il 5 marzo del 1960 e destinata a divenire ben presto un icona pop, ad attrarre Andrea Semplici. Piuttosto quella del 1950 scattata dal padre Ernesto Guevara Lynch, sul balcone della loro casa a Buenos Aires in calle Aràoz 2180, ai confini con il quartiere Palermo, che lo ritrae disteso mani dietro la testa e gambe incrociate, camicia bianca e capelli corti, sguardo pensieroso, ovvero quella della copertina di “Latinoamericana”, il libro dei due diari del viaggio in motocicletta, portato poi sul grande schermo da Walter Selles.

Andrea Semplici, giornalista, scrittore e fotografo fiorentino ci porta con sé “In viaggio con Che Guevara”, una guida essenziale attraverso i luoghi dell’infanzia prima, della gioventù poi di Ernesto Guevara, un percorso tra l’Argentina e il Cile. Nonostante la brevità, la guida, che fa parte di una collana in cui era già uscito “In viaggio con Kapuscinski”, è un piccolo scrigno di tesori, un modo per guardare al Che con occhi diversi, dove naturalmente non mancano i suggerimenti per come organizzare il viaggio e soprattutto per come entrare meglio in sintonia con i luoghi, attraverso suggerimenti di letture, di visioni e anche di ascolti musicali. El Che portava sempre gli anfibi slacciati, un dettaglio suggerito ad Andrea Semplici da Paco Ignacio Taibo II scrittore de la “Ciudad De México”, segnale di un nomadismo che lo ha accompagnato durante tutta la sua esistenza e di cui non fu certo immune la sua stessa famiglia. In una prospettiva ancora più ampia, una inclinazione tipica del popolo argentino. Ernesto nacque a Rosario nell’autunno australe del 1928 e trascorse i primi mesi di vita in un remoto villaggio ai confini del Paraguay dove il padre aveva una piantagione di yerba mate, ma il richiamo di Buenos Aires per la famiglia che faceva parte della borghesia argentina, era troppo forte e così presero una casa nell’elegante quartiere di San Isidro, il piccolo Ernestito aveva allora appena due anni. Ed è a Buenos Aires che ha inizio il nostro viaggio. La città che non dorme mai, la città eterna come la definì Jorge Luis Borges, la città del tango, dei caffè, delle Madri di Plaza de Mayo che ogni giovedì si incontrano per chiedere giustizia sulla scomparsa dei loro figli. Ma il clima umido non è adatto al piccolo Ernesto che soffre di asma e così la famiglia cerca un luogo più adatto per sua salute, nelle regioni interne, in un villaggio di Alta Garcia e solo tra 1942 e il 1947 decideranno di stabilirsi a Cordoba. Smantellata la rete ferroviaria, oggi le due città oggi si possono raggiungere con dieci ore di autobus.

E’ qui che El Che conoscerà Alberto Granado, l’amico di una vita, l’amico del viaggio con la Poderosa II. Città universitaria, i gesuiti vi fondarono la prima università dell’Argentina, Cordoba oppose una forte resistenza alla dittatura e nel 1969 ci fu una rivoluzione contro la giunta militare al punto che il maggio argentino viene ricordato con il nome “Cordobazo”. Sulle orme di Latinoamericana il viaggio si muove verso sud, ci attendono ventidue ore di autobus per raggiungere la cordillera andina in direzione della Regione dei Laghi e di San Martin de los Andes. Al pontile di Puerto Panuelo sulle sponde del lago Nahuel Huapi ancora oggi si trova la Modesta Victoria, il traghetto sul quale salirono i due giovani e che assicurava i collegamenti con il Cile, oggi è un traghetto per turisti. Da qui i due viaggiatori si diressero verso Temuco la città di Pablo Neruda, poi fecero rotta su Santiago, dove arrivarono in camion perché la Poderosa era ormai diventata “deboluccia” e non ce la faceva più a proseguire il viaggio. Ultima tappa, lungo la Ruta 68 che scende verso il Pacifico, la città verticale di Valparaiso, “porto mitico per donne e alcol”. Perché non dimentichiamoci: i due hanno appena ventiquattro anni e hanno scoperto la loro vocazione “viaggiare in eterno”.

In viaggio con Che Guevara. Quando partire come e perché.
Andrea Semplici

Terre di Mezzo editore/Collana I Piccoli
Pag.48
Prezzo 4,00

Print Friendly, PDF & Email

Translate »