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Un libro di De Girolamo per una nuova cultura dei servizi pubblici locali Opinion leader

E’ un tema complesso che si può riassumere senza peccare troppo di astrazione in “cultura dei servizi pubblici locali”. E’ una tradizione negativa della politica italiana quella di trattarli come se fossero una mal tollerata realtà pubblica, divoratrice di risorse che purtroppo non si possono tagliare più di tanto, soggetta a tutti i venti, soprattutto a quelli ideologici, al punto che per ragioni elettorali si ritiene spesso più utile non parlare di problemi cruciali per la vita delle persone  (l’acqua, i rifiuti..) piuttosto che affrontare scelte che possono sollevare dissenso.


Pochissimi, forse solo gli addetti ai lavori, hanno la consapevolezza che si tratta al contrario di un settore industriale importante, che crea occupazione stabile, che condiziona l’efficienza e l’economia di tutti gli altri settori e che dovrebbe pertanto essere considerato come uno dei principali volani del rilancio dello sviluppo in Italia.
E’ quanto ci ricorda con il sostegno di un’analisi rigorosa basata su grafici e  tabelle Alfredo De Girolamo nel suo ultimo libro “I servizi pubblici locali, dall’ideologia al pragmatismo”, pubblicato da Donzelli. Da più di dieci anni De Girolamo guida l’associazione che rappresenta le aziende dei servizi pubblici locali della Toscana, Confservizi Cispel Toscana, ponendosi un chiaro obiettivo per il quale si batte instancabilmente in tutte le sedi e con tutti gli strumenti mediatici a disposizione:  da una parte sviluppare il settore in modo da renderlo competitivo sui mercati nazionali, e dall’altra spingere perché esso entri sempre di più nella cultura non solo dei cittadini e deli utenti, ma anche del ceto politico, troppo spesso distratto e superficiale nel considerarne l’importanza strategica.  Eliminare il pregiudizio del “settore pubblico inefficiente e spendaccione”, ma anche quello della “leva del potere locale” da utilizzare soprattutto in funzione elettorale.


Il libro di De Girolamo è dunque un mattone importante per costruire una nuova più moderna casa dei servizi pubblici locali. Un manuale ricco di informazioni e corredato da un’analisi lucida e oggettiva, perché come scrive l’autore nella prefazione “spesso un approccio ideologico a simili temi ha limitato l’Italia nello sviluppo di efficienti infrastrutture di servizi”, che si conclude con una “proposta per l’Italia”. Dopo l’ennesima delusione delle molte aspettative che aveva sollevato il governo dei tecnici che non è riuscito a mettere in campo alcuna riforma, “è ora di interrompere il corto circuito istituzionale continuo su una materia così delicata come quella dei servizi essenziali per la società italiana, e definire un quadro normativo stabile e semplice”.  Dunque i servizi pubblici devono essere al centro dell’agenda per la crescita e deve partire il flusso di investimenti necessari per renderli più moderni. Il resto è dogmatismo, populismo o semplicemente ignoranza. Signori della politica, leggete questo libro.

Immagine: Nomisma

 

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