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Libri: “Voa Voa”, la bambina farfalla protetta dall’amore Cultura

“Voa Voa!”, ancora fresco di stampa, mi ha ricordato, per la potenza emotiva, un altro indimenticabile libro, “Paula” di Isabel Allende (Feltrinelli).  Il libro di Caterina Ceccuti racconta l’amore smisurato di una mamma per la sua bambina di tre anni che lotta, fin da piccolissima, con una malattia terribile, dal nome impronunciabile, il mostro della Leucodistrofia Metacromatica.
“Quando mi dissero- scrive Caterina Ceccuti nel libro- che Maria, la mia Maria, si era ammalata senza possibilità di guarire, ho pensato di prendere Dio e di tirarlo giù dal Cielo per costringerlo a cambiare i Suoi piani. Intanto, mentre neanche me ne rendevo conto, era Lui che tirava su me, muovendo i fili del mio destino secondo il Suo solito, imperscrutabile disegno.

Però, in questa mia storia fatta di amore, mostri, accettazione… e perdita infinita, c’è una cosa su tutte a cui proprio non sono riuscita a rassegnarmi: chi per primo pronunciò il nome del male che affligge mia figlia, definì “bambini farfalla” quelli come Maria. Farfalla nel senso che durano il tempo di una stagione sola, poi spariscono senza lasciare traccia. Allora mi è venuta voglia di scrivere di lei, perché più persone possibile potessero innamorarsene com’è successo alla mia famiglia. E per dimostrare che con le farfalle – la mia Maria – ha in comune soltanto la bellezza”.

Ci sono tante maniere di essere madre ma il modo che sceglie Caterina Ceccuti è spiazzante: ha abbandonato il lavoro, la sua casa, la sua città e ormai vive solo per la sua bimba per non perdere neanche un attimo della sua vita.
Caterina Ceccuti esprime, con una delicatezza e una profondità, sorprendenti se si pensa alla sua giovane età, tutta una gamma di sentimenti: gioia, tenerezza, sorpresa, rabbia, dolore, angoscia, fede ma soprattutto SPERANZA. E insieme a lei anche tutti noi speriamo in un lieto fine, come spesso accade nelle favole più belle.
“Voa Voa” ti commuove fino alle lacrime ma soprattutto ti cambia. Dopo la lettura non si è più gli stessi. Sei costretto a guardare la vita, il mondo, le persone che ti sono accanto, con occhi diversi.

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