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Libro e album di Guccini: Pàvana, metafora dell’esistenza Cultura

Firenze – Due novità di rilievo: una in campo musicale, l’altra in campo letterario, che riguardano Francesco Guccini. Il cantautore–mito di Pàvana ha pubblicato un nuovo libro Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto (Giunti Editore) e, a poca distanza di tempo, è uscito un album (il primo capitolo di un progetto più ampio coordinato da Mario Pagani ) nel quale tredici giovani e già affermati cantanti interpretano alcuni dei suoi brani più celebri e lo stesso Guccini canta un brano inedito in dialetto locale che si coniuga in modo particolarmente significativo con le sue ricerche storico-culturali su quella parte dell’Appennino tosco-emiliano .

In entrambi i casi compare la metafora del traghetto che, intesa come rapporto fra passato e futuro, è un motivo ricorrente nella poetica di Francesco Guccini. Infatti, Radici,(1972) una delle canzoni sue canzoni- simbolo inizia con la casa sul confine della sera che è anche sul confine dei ricordi [,…] per  “capire l’anima che hai”Pàvana, appunto, dove puoi respirare “voci di altra età”. Il titolo del libro fa riferimento alla simbologia del tramonto  visto come un’ora che è di tutti, un’ora che è pace e presagi.

 

“Noi da queste parti abbiamo un nome per quest’ora – scrive Guccini – la chiamiamo tralummescuro: tra la luce e la notte. Lungo la montagna vedi la linea d’ombra che sale lenta lenta, e poi vien buio”.

E spiega che in passato ti sedevi  fuori dalla porta di casa con in mano il «Corrierino», o «Il Vittorioso», o «Tex», o «Sciuscià» o «Il Piccolo Sceriffo» o qualunque altro fumetto o libro e vedevi i contadini che tornavano dai campi .“Poi, -aggiunge- piano, calava il buio, ma lento, che quasi non te ne accorgevi”.

Queste radici le ritrovi nell’antica casa, in tradizioni, ricordi, nell’espressività del dialetto. Ma insieme alla nostalgia, c’è anche un’analisi lucida e amara. Guccini osserva una Pàvana che oggi è ormai quasi disabitata, i tetti delle case non fumano più.

Allora le pagine di questo libro che, non a caso, si autodefinisce ballata, evocano immagini e suoni di un tempo lontano, quando la montagna era luogo laborioso e vivo, terra dura ma accogliente per chi la sapeva rispettare. E dalla narrazione riprendono vita personaggi, mestieri, emozioni, come i primi sguardi scambiati con le ragazze in vacanza.

Il secondo evento, in ordine di tempo, è Note di viaggio, primo step di un progetto dedicato alle canzoni di Francesco Guccini, con l’arrangiamento e coordinamento di Mauro Pagani,e con interpreti di spicco come Manuel Agnelli, Malika Ayane, Samuele Bersani, Brunori Sas, Luca Carboni, Carmen Consoli, Elisa, Francesco Gabbani, Ligabue, Giuliano Sangiorgi, Margherita Vicario, Nina Zilli e lo stesso Pagani.

In questo album troviamo, anche Natale a Pavana nata da una poesia in dialetto locale scritta e cantata dallo stesso Guccini con musica di Mauro Pagani. Anche in questo progetto musicale, come nel libro, si coglie un ideale passaggio del testimone. Non a caso, la copertina ci mostra Guccini, Pagani e tutti gli altri su una barca un traghetto appunto, verso nuove mete.

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