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Licenziamenti redazione TV1, Ast dichiara battaglia Società

Una storia da Far West. E non succede in qualche landa desolata, senza regole o morale, in qualche angolo sperduto di mondo: succede in Toscana, in una delle sue zone più vivaci e piene di cultura. Lo scenario è il Valdarno, i protagonisti sono una emittente storica della zona, o meglio, i giornalisti che quella redazione e quella televisione hanno animato e fatto crescere col loro impegno, professionalità, passione e sacrificio.
Non è la prima volta che succede, e, di questi tempi, è difficile credere che sarà l’ultima. Ma una cosa è certa: la rivolta è scoppiata in Valdarno. Da parte proprio di quel terreno civile e politico che ha “cara” la propria televisione e l’informazione, oltre alla professionalità della redazione.

Prima di tutto, i sindaci del Valdarno. Una nota dove sgomento e indignazione si fondono, la loro: non solo, una nota in cui viene ricordato anche l’impegno con cui le istituzioni hanno sempre sostenuto l’emittente locale. E, di fronte a quei licenziamenti in tronco (azzerata di fatto la redazione: su 7 componenti, 5 licenziamenti) senza trattative e senza ricorso ad ammortizzatori sociali usuali nei procedimenti di questo tipo, si legge nella nota dei primi cittadini del Valdarno: “Esprimiamo vicinanza e solidarietà a coloro che in tanti anni di lavoro hanno agito con indiscussa professionalità e passione, dando voce ai cittadini facendo comunicazione e informazione anche in rapporto con le Amministrazioni pubbliche.
In questa situazione manifestiamo la nostra condanna per le modalità con cui è stata gestita questa difficile fase aziendale, scegliendo di non utilizzare gli strumenti degli ammortizzatori sociali, ma la rescissione del contratto di lavoro.
Chiediamo quindi all’azienda di ritirare i licenziamenti, avviare un percorso di confronto per attivare gli ammortizzatori sociali e tutelare il lavoratore, la sua professionalità e dignità.
In assenza di ciò ci troveremo costretti a rivedere le varie forme di collaborazione con l’emittente televisiva sia delle Amministrazioni che delle società partecipate dalle Amministrazioni stesse”.
 

A questo coro si aggiunge la voce di Enzo Brogi, consigliere regionale Pd, che ricorda, riferendosi al comportamento del’azienda, che si sfiora il “paradosso, “se compariamo questo comportamento all’impegno e al sostegno, che le Istituzioni ai vari livelli, hanno, da sempre avuto, nei confronti dell’emittente”.

Sdegno e preoccupazione bipartisan, come si evince dalla nota diffusa sulla vicenda dal consigliere regionale PdL Stefano Mugnai e dal coordinatore provinciale PdL Felice Maurizio D’Ettore, che, esprimendo “vicinanza” ai 5 redattori licenziati, auspicano che si trovi presto un accordo che contemperi ragioni dei lavoratori e quelle della proprietà. A tal fine, Mugnai si appresta ad interessare della questione la commissione regionale per l’emergenza occupazione.
Una nota anche dal Pd di Montevarchi e dal suo gruppo consiliare, che commentano: “Né la difficile situazione economica che stiamo attraversando né l’eventuale variazione dei piani aziendali di Tv1 giustificano il trattamento che è stato riservato a giornalisti che negli anni hanno fatto crescere, con la loro competenza e la loro passione, la credibilità e l’importanza della televisione nel nostro territorio”.

Infine, la nota durissima dell’Associazione Stampa sulla vicenda, che, parlando di “Far West della televisione toscana”, chiarisce che  la vicenda rappresentata da Tv1 “caratterizza la parte peggiore del sistema televisivo toscano, ultima gravissima vicenda in una sequenza che in questi ultimi mesi ha investito altre emittenti come Canale 10 e Teletirreno, con un denominatore comune rappresentato da assenza di regole e di controlli, comportamento inaccettabile di sedicenti imprenditori, espulsione dal lavoro delle migliori professionalità giornalistiche e non”.

Atteggiamento ancora più inspiegabile, quello della proprietà di Tv1, in quanto, continua la nota, l’azienda, “almeno a quanto è possibile dall'ultimo bilancio accessibile, denuncia perdite assolutamente contenute, non tali da configurare una situazione di crisi”. Gli altri 4 punti su cui l’Ast chiede sia fatta chiarezza riguardano il motivo per cui gli imprenditori di TV1, “se crisi esiste”, hanno rifiutato di considerare ammortizzatori sociali usuali come la cassa integrazione in deroga, la “singolare coincidenza” per cui i licenziamenti dei giornalisti sono giunti nel giorno stesso della proclamazione dello sciopero per aprire un tavolo di trattativa e a pochi giorni da un’ispezione Inpgi, quale ruolo ha assunto il direttore nei colloqui individuali “nella quale ha sistematicamente prospettato il licenziamento anche per convincere a firmare un documento di “sfiducia” della rappresentanza sindacale appena cosituita”, e, infine, su quali contributi di istituzioni e enti pubblici “anche sotto forma di finanziamenti a programmi e campagne di comunicazione – ha potuto fin ora contare TV1 e su quanto presume di poter contare in futuro”. In questo panorama precario, alcune certezze: l’impugnazione di questi licenziamenti fuori procedura da parte dell’Ast, la “chiamata alle armi” di tutto il giornalismo toscano, òa contestazione, nelle sedi opportune, da parte dell’Ast del comportamento dell’azienda, la richiesta di valutare ill comportamento e la deontologia professionale del direttore di fronte all’Ordine dei Giornalisti, oltre alla circostanza che un’emittente storica come TV1 non abbia mai prodotto giornalisti professionisti. Infine: l’Ast “ chiederà a ogni istituzione, ente, associazione di non finanziare più in nessun modo TV1, fino a che le regole non saranno ripristinate, nella convinzione che un'informazione sana e trasparente è nell'interesse di tutti, chiedendo anche al Corecom di fare la sua parte”.

La levata di scudi in difesa della redazione del TV1 ha sortito il suo effetto: l'azienda infatti ieri sera, nel corso di un incontro con il sindaco di Montevarchi Francesco Maria Grasso, ha aperto al confronto, come si evince dalla nota diramata dalla proprietà: "In seguito agli appelli e alle richieste pervenute dalle istituzioni, forze politiche e sociali, la proprietà di Tv1 rende nota la propria disponibilità ad avviare un confronto in merito alle questioni poste. La proprietà accoglie altresì la richiesta formulata dal sindaco di Montevarchi di verificare la situazione venutasi a creare. La proprietà inoltre fa sapere di avere fin da subito accolto la richiesta del presidente della Provincia di Arezzo, che ha convocato una riunione tra le parti per lunedì prossimo, 5 marzo. La proprietà ringrazia quanti in questi giorni hanno manifestato la loro solidarietà, stima ed attaccamento all'Emittente, che anche in questo frangente conferma il suo radicamento nel territorio dove ha sempre operato, come è stato ampiamente riconosciuto, per la valorizzazione delle varie realtà ed intende continuare a farlo con il massimo impegno a tutti i livelli. La proprietà infine, senza entrare in questa sede nel merito degli addebiti mossi, respinge insinuazioni e ricostruzioni non veritiere, riservandosi ogni azioni di tutela in ogni sede".

 

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