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Licenziare Montella? Ma lo chef cucina con gli ingredienti sbagliati Opinion leader, Sport

Firenze – La croce su Montella. Era inevitabile e annunciato, conoscendo l’umore dei tifosi fiorentini. Ai quali però faccio osservare: se vai al mercato e compri verdure, pane e cotenna di maiale è perché il cuoco vuol fare una buona zuppa. Ma se avevi in mente una zuppa inglese, allora hai sbagliato ingredienti e probabilmente anche cuoco e amici a cena.

Esco di metafora. Chi è Montella? È notoriamente, e riconosciutamente da chi è competente, un tecnico moderno e preparato. Un tecnico che lavora molto scientificamente (non importa ricordare i suoi droni e la sua meticolosità nella preparazione fisico-atletica dei singoli) e che imposta le sue squadre con estrema attenzione non tanto agli schemi (li ha giocati tutti nella sua carriera) ma al collettivo.

Ogni giocatore deve stare nella posizione in cui rende meglio, per sé e per la squadra. Montella detesta il meno peggio e l’arrangiamento. Per capirsi: se ritiene che Barnardeschi sia un numero dieci (e non un 9 e mezzo o un 7 e mezzo) allora lo prepara per quel ruolo, e non gli passa per la testa di fargli sostituire Alonso da terzino sinistro come fece una volta Sousa contro la Roma.

Per rispetto al giocatore e per coerenza con la sua conoscenza del calcio. Queste sue virtù fanno sì che Montella debba essere giudicato nel lungo periodo. Perché lui più che preparare la singola partita prepara il campionato e l’intera annata. È incontrovertibile che, quando gli è stato dato tempo, ha ottenuto i migliori risultati. Ha sempre vinto proprio nelle ultime partite, ha saputo amministrare bene le energie dei giocatori in rosa facendoli brillare (e vincere) nelle partite infrasettimanali e, impostando un gioco sulla padronanza del pallone che consente di gestire al meglio i tempi e gli spazi, anche nei finali delle singole partite.

Montella somiglia molto a Mancini, e Mancini lo sa e lo apprezza. Siccome tutt’e due stanno ricostruendo le loro squadre a partire dai giovani, e tutt’e due sono allo studio di “grandi vecchi” che possano aiutare questi giovani, ecco che Mancini si raccomanda (lo ha fatto l’estate scorsa) con i dirigenti viola perché prendano De Rossi e Balotelli, che lui continua a ritenere papabili nella rosa degli Europei.

Per Mancini e Montella, è soprattutto la “spina dorsale” della squadra a dover essere esperta e responsabile. Bonucci-De Rossi-Balotelli per Mancini, come Gonzalo-Pizarro-Gomez della prima Fiorentina di Montella, come Bonucci-Biglia-Higuain della sfortunata mezza stagione dell’aereoplanino al Milan…Quest’anno Montella ha puntato su Pezzella-Badelj-Boateng.

Troppo evidente la differenza con le altre terne. Badelj, ai ritmi del calcio di oggi, è un ex-giocatore, e se ne erano accorti anche alla Lazio; Pezzella ha l’esperienza, ma non ha mai avuto il fisico e la personalità per reggere la regia difensiva (quando c’era, era più Astori, il Chiellini della Viola, il regista); Boateng non è ancora pervenuto e Ribery, che ne fa moralmente le funzioni, oltre ad essere mancato in cinque partite su tredici, quando c’è è gigione e troppo poco uomo-squadra.

Gli altri giocatori nella rosa di Montella o sono giovani e giovanissimi (Terzic, Rasmussen, Ranieri, Venuti, Castrovilli, Vlahovic, Pedro, Lirola, Milenkovic, Zurkowski, Sottil, Duncan, Montiel), o sono oggetti misteriosi (Ghezzal, gli stessi Pedro e Lirola, e ora Chiesa),  o sono a malapena giocatori da media serie A (Pulgar, Pezzella, Benassi, Dalbert, Ceccherini), o sono giocatori da tempo in vendita ma senza compratore (Cristoforo, Dabo, Eysseric, Thereau e forse, con compratore,…Chiesa). Caceres e Ribery sono campioni, e lo sarebbe anche Chiesa.

Ma in questo momento in cui la Fiorentina è carente in tanti ruoli, sono proprio loro, per necessità e contrariamente alle convinzioni di Montella, a giocare fuori ruolo: Caceres a sinistra, Chiesa centravanti, Ribery a tutto campo o attaccante puro…

Che fare? La vox populi è licenziare Montella. Perché? Perché la Viola è a metà classifica? Ma nessuno prometteva e si aspettava di meglio, quest’anno. Perché gioca male e mostra troppo spesso inferiorità rispetto ad avversari mediocri? Su questo si può essere d’accordo, anche se non ci si devono dimenticare le buone prestazioni contro le migliori squadre del nostro campionato.

In realtà la Fiorentina soffre quando non riesce a imporre il proprio gioco fatto di possesso palla nella metà campo avversaria e di improvvise verticalizzazioni, e soffre contro squadre più fisiche che le rubano palla e ripartono in velocità. La differenza tra Amrabat e Badelj (e Benassi che lo marcava) ieri è stata di categoria fisico-atletica, non di classe.

E, come diceva Brera, tu Maradona puoi essere un Dio in terra, ma se c’è uno scarpone qualunque che non ti fa veder palla…E allora torniamo alla decisione: licenziare Montella. Ma con questi giocatori che gioco diverso si fa? E chi avete in mente che possa essere alla stessa altezza di Montella nel valorizzare il parco giovani (unica cosa che al momento sta progredendo nel modo giusto)? Gattuso? Spalletti? Chiunque chiederebbe tre o quattro acquisti pesanti. Ma statene certi, li chiede anche Montella. E allora non può valere la pena di lasciar finire l’opera a chi l’ha cominciata?

Però un consiglio per il mercato di gennaio lo voglio dare, chiunque sarà l’allenatore. L’unico reparto che funziona benino è la difesa. Ma soltanto perché Montella ha rinunciato dopo la prima partita alla difesa a quattro e ha trovato un Caceres con la rabbia in corpo di un esordiente che gliel’ha messa a posto. La difesa a tre notoriamente porta via un giocatore agli altri reparti.

L’ideale sarebbe ricostituire una difesa a quattro, ma Pezzella e Milenkovic come centrali non hanno la velocità per reggere le ripartenze avversarie, se la Fiorentina continua a impostare le partite sul possesso palla e la difesa alta (ma neanche con la difesa bassa Pezzella e Milenkovic costituirebbero una coppia centrale sufficiente).  E allora…vendere Milenkovic prima che si deprezzi (si parla di offerte da oltre 40 milioni), cercare un difensore esperto e forte fisicamente anche se meno tecnico, magari di piede sinistro, un Ogbonna, un Juan Jesus o un Bonifazi (che però è destro), e sistemare la difesa a quattro con Caceres terzino destro (finalmente al suo posto!).

Poi rinforzare il centrocampo con giocatori che possano permettere alternative di gioco e diano più garanzie fisiche. Amrabat più che Praet, e magari tutt’e due. Rimettere Chiesa all’ala destra in un attacco a tre e di lì ripartire per continuare a valorizzare i giovani che figurerebbero meglio in uno schema più lineare e meno lambiccato.

Basta con l’attacco Ribery-Chiesa, buono per il circo, ma non per la classifica, tantomeno quella dei marcatori! Se poi lì in mezzo, invece di Boateng, venisse Ibra… Ma non lo voglio neanche dire, perché la Viola ora ha bisogno di realismo, non di sogni che illudono, e neanche di gogne senza un giusto proces

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