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Liceo Machiavelli-Capponi, studenti al Ridolfi a far ginnastica Cronaca

Il problema esiste, non c’è dubbio: l’Isis Machiavelli non ha la palestra. Una mancanza strutturale, un prezzo tutto sommato accettabile se messo in relazione con la bellezza e la posizione dell’Istituto, uno splendido palazzo secentesco in pieno centro storico. Un problema che ha radici antiche, sicuramente rimesso sul campo dalla ormai famosa decisione di Regione, Provincia e Comune che comunicavano alla scuola che non avrebbe più potuto usufuire della palestra situata nella Fortezza da Basso come era d’uso da quando il liceo era stato portato fuori dalle mura della stessa. Un ammanco cui si è rimediato, almeno sulla carta, con un accordo fra la scuola e la provincia, che prevede la possibilità per il Machiavelli-Capponi  di svolgere le proprie attività di educazione fisica nello spazio comunale Ridolfi-San Niccolò- MandelaForum.
Il protocollo d’intesa è stato a sua volta preceduto da un convenzione fra Provincia e Comune, con cui il Comune (proprietario dell’impianto) lo “cede” alla Provincia, che a sua volta lo “gira” alla scuola.
“Uno dei punti già chiari, ma che intendiamo ribadire e tutelare in primis – spiega la preside dell’Istituto Paola Fasano – è l’esclusività dell’utilizzo della struttura da parte della scuola, essenziale affinchè non si verifichino blocchi della didattica. La disponibilità dei tempi è già stata definita, dal lunedì al sabato dalle 8,15 alle 13,30. In altre parole, il principio fondamentale da tutelare sopra ogni cosa è la piena attuazione del diritto allo studio degli studenti”. Un diritto che viene tutelato anche attraverso l’assicurazione dello svolgimento senza “intoppi” della didattica, anche in condizioni sicuramente disagiate come il dover trasferirsi in un impianto sportivo dall’altra parte della città, come nel caso in esame.
Un’esigenza particolarmente sentita anche dall’assessore provinciale alla pubblica istruzione-edilizia scolastica Giovanni Di Fede, protagonista, insieme alla dirigenza del Machiavelli-Capponi, dell’operazione che ha permesso all’istituto di usufruire dell’impianto: “Comprendiamo le ragioni della scuola – spiega Di Fede – e stiamo continuando a fare presente al Comune le esigenze didattiche del Machiavelli-Capponi. Tuttavia, e aggiungo purtroppo, l’esclusività completa di utilizzo da parte del soggetto scolastico non è totalmente possibile, poiché la struttura è utilizzata anche da varie società”.
Se le cose stanno andando avanti per quanto riguarda il profilo istituzionale-tecnico, salgono di tono i mugugni dei genitori. Del resto, la maggior parte del tempo delle ore di educazione fisica viene “mangiato” dal trasferimento in bus. Alcuni genitori hanno calcolato che di effettiva attività sportiva i ragazzi non riescano a svolgere più di venti minuti. “Una sciocchezza – commentano – rispetto alla stanchezza che accumulano in quei 40 minui circa che occorrono per raggiungere la sede”. Qualche timida alternativa viene avanzata: rientri pomeridiani, o il reperimento di una struttura più vicina. Quest’ultima possibilità, con la fame di spazi sportivi del territorio, non è praticabile, nonostante, assicuri la preside, siano state vagliate tutte le alternative possibili.

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