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Lievitano toscani nel cerchio magico romano di Renzi Politica

Firenze – Rinnovamenti e cambi, si guarda in Toscana per il segretario nazionale del Pd nonché premier Matteo Renzi. E’ infatti dalla regione di provenienza del presidente del consiglio che arrivano nuove entrate: a partire dallo staff di Palazzo Chigi, si comincia dalla coppia Cantini, lui, Pilade, 42 anni, ex-assessore di Rifondazione Comunista nella giunta Lippi (1999-2004) del comune di San Miniato, ingaggiato nella segreteria del premier per rispondere alla corrispondenza che giunge al presidente del consiglio, lei, Elena, 35 anni, che sarà occupata nella gestione dei social network. Il trasferimento della famiglia a Roma sta per essere completato in questi giorni. Cantini, che è stato anche capo della segreteria dell’assessorato al traffico del comune di Firenze sempre in giunta Renzi, continua a pensarsi “comunista” e a Repubblica dice che una cosa è la stima che nutre per il premier, un’altra “le opinioni personali”. Tant’è vero, appunto, che vola a Roma con moglie. E là troverano i da mesi preannunciati in arrivo fiorentini Franco Bellacci e Giovanni Palumbo.

Piovono toscani anche nella segretaria nazionale del Pd, anzi, toscani ben conosciuti, almeno a Firenze, del “cerchio magico” dei renziani duri e puri. Entra infatti in segreteria nazionale David Ermini, parlamentare di Figline ma soprattutto “amico” di Renzi fin dai tempi in cui il giovane “rottamatore” era segretario della Margherita fiorentina. Esce Luca Lotti, che è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Nella squadra voluta da Renzi, composta di 8 donne e 7 uomini, rimane al suo posto Francesco Bonifazi, ex-capogruppo del Pd in Palazzo Vecchio, sostenitore di ferro delle linee renziane da Firenze in poi, tesoriere del partito. E fa il suo ingresso nella segreteria Pd una conoscenza “indiretta” dei fiorentini, vale a dire la sorella di Filippo Bonaccorsi, ex-assessore al traffico di Palazzo Vecchio giunta Renzi, Lorenza Bonaccorsi.

Ultima annotazione di cronaca: non scampa neppure parte dell’opposizione interna (quella“dialogante” per la verità), al “marchio” di famiglia, dal momento che Elisa Simoni, la parlamentare piddina che in questi mesi sta organizzando il dissenso interno che raccoglie la cosiddetta “pars construens”, è cugina del premier.

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