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L’illusione di diventare perfetti Opinion leader

Prato – Elogio dell’imperfezione. Rubo il titolo ad un libro di Rita Levi Montalcini per riflettere sul tema della perfezione. Le persone si scusano di non essere perfette e si vergognano pure di non esserlo, e facendo ciò mi fanno tanto ridere, perché per me è ovvio che non siamo perfetti e che queste persone non siano perfette, e ciò per vari ordini di motivi.

Primo punto è: rispetto a cosa dovremmo essere perfetti, cosa è la perfezione. La gente tende a pensare alla perfezione identificandola con Dio, ma quali sarebbero le caratteristiche di questo Dio perfetto? In realtà nessuno lo sa, visto che Dio è o dovrebbe essere puro spirito, non certo dotato di forme e caratteristiche umane. Non abbiamo quindi riferimenti su cosa è e come è la perfezione.

Secondo punto è: anche se avessimo dei riferimenti abbiamo le capacità e le caratteristiche di essere come quei riferimenti? Ovviamente no perché comunque un Dio è’ come minimo forte, invincibile, bellissimo, intelligentissimo e onnisciente, oltre altre caratteristiche. Quelle enumerate sono già sufficienti a dirci che non potremo mai averle, ad iniziare dall’onniscienza.

Eppure, nonostante il problema di sicuro interesse filosofico, le persone ancora vivono nella illusione di diventare perfette, se non di esserlo già. Se da un lato tendere a essere migliori è un fatto positivo, dall’altro crearsi problemi per non essere perfetti ovvero uguali ad un modello che nemmeno è’ ben delineato diventa deleterio perché disperde le energie in una impresa impossibile a prescindere, a causa dei due punti sottolineati, la mancanza di modelli validi e comunque la irraggiungibilità di questi modelli.

Disperdere le energie nel cercare di essere come un modello incerto ed eteroimposto anziché cercare di essere se stessi, impiegare le proprie energie per capire cosa veramente si vuole e si è e quindi poter dare il meglio di noi stessi dimenticando problemi quali la paura di fallire, la vergogna di non essere non si sa bene come, diventa una dispersione di energie che penalizza non solo una persona ma tutte quelle che gli stanno intorno, che penalizza la società.

Vivere lavorando per essere se stessi, per esaltare i propri talenti, per portare alla società la propria originalità significa vivere con meno angoscia e contribuire alla crescita di tutti.

Non dobbiamo essere perfetti ma essere noi stessi. Questo dovrebbe essere il primo insegnamento per ogni persona.

Foto: Rita Levi Montalcini

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