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L’imperativo di Rossi: «Diamo fiducia ai giovani» Società

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha tenuto oggi, 20 dicembre, una conferenza stampa per tirare le somme del progetto “Giovani sì”, partito operativamente a giugno 2011. Il programma regionale per l’autonomia dei giovani, ha spiegato il Governatore, si basa su cinque pilastri: i tirocini retribuiti (oltre 1.000 quelli attivati da luglio 2011), il servizio civile regionale (2.500 i giovani che vi hanno aderito nel 2011), il sostegno ai giovani che intendono affittare una casa (circa 1.000 le richieste quest’anno) l’aiuto ai giovani che cercano di fare impresa ed il prestito d’onere per i giovani che vogliono investire sulla loro formazione. «Diamo fiducia ai giovani», ha dichiarato Rossi. La Regione, ha spiegato il Governatore, ha rivisitato la legge regionale sull’imprenditoria giovanile che, fino a luglio, concedeva contributi solo alle aziende che operavano nel campo dell’innovazione. «Con la crisi credo che non fosse più giusto aiutare soltanto i “geni” – ha concluso il presidente della Regione – perché è giusto supportare anche chi vuol fare un’impresa non innovativa, ad esempio, di pulizie o di giardinaggio. È stato pertanto cancellato il requisito legato all’innovatività delle imprese e tutti possono fare domanda, purché abbiano fra i 18 ed i 40 anni». A luglio 2011 la legge regionale n. 21 del 2008 è stata modificata per promuovere la costituzione di imprese da parte di giovani sotto i 40 anni, delle donne (senza limiti di età) e dei lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali (senza limiti di età) con agevolazioni di tre tipi: contributi in conto interessi, garanzie su finanziamenti e leasing, assunzione di partecipazione di minoranza nel capitale dell’impresa. La legge è entrata in vigore il 15 dicembre e porterà la Regione ad investire circa 12 milioni di euro in tre anni sul progetto “Giovani sì” (il 50% dei quali andrà ai giovani sotto i 40 anni, mentre il 30% ed il 20% andranno rispettivamente a donne e lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali). Il prestito d’onere, invece, permetterà ai giovani di età compresa fra i 22 ed i 35 anni che sono in possesso di una laurea magistrale di continuare ad investire sulla loro formazione rimanendo indipendenti. Coloro che intendono frequentare dottorati di ricerca, corsi di specializzazione e master potranno, infatti, chiedere un finanziamento fino a 50.000 euro da dilazionare in 20 anni e che deve essere pagato a partire dal dodicesimo mese successivo a quello di ingresso nel mercato del lavoro, oppure dopo 24 mesi dalla conclusione del programma di studi. I prestiti d’onere, così come le misure per le piccole e medie imprese, sono gestiti da Fidi Toscana. Il programma “Giovani sì” prevede anche la concessione di 200 assegni di ricerca, 50 borse di studio “Pegaso” per dottorati internazionalizzati, 11.000 borse di studio e posti di alloggio per studenti, 20 voucher di mobilità transnazionale, 454 voucher per master e dottorati di ricerca, 2.000 posti per i corsi Ifts (Istruzione e formazione tecnica superiore), nonché altre misure di sostegno ai giovani toscani che si affacciano sul mondo del lavoro.

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