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L’incredibile storia di Giuseppe Severi, prigioniero di guerra Notizie dalla toscana

Greve in Chianti – Giuseppe Severi, un militare italiano dimenticato dalla guerra ma mai dalla famiglia che lo riporta a casa dopo settantatré anni dalla morte. “Non perdiamo le speranze, continuiamo a cercare Giuseppe, che da qualche parte in Germania deve pur trovarsi, è stato questo l’ultimo desiderio di mia nonna che prima di morire ci ha implorati di realizzare un sogno e ritrovare il giovane prigioniero di guerra, catturato a soli 26 anni”. Sono le parole di una nipote determinata Stefania Severi, di origini fiorentine, che riesce nell’intento di ricostruire la tragica storia dello zio e ricomporre il mosaico di una famiglia segnata profondamente dai colpi e dalle devastazioni militari e civili del secondo conflitto mondiale.

Nessuno sapeva dove fosse disperso dal quel drammatico settembre del 1943, anno del sequestro e della deportazione nei campi di concentramento in Germania, dove Giuseppe Severi, figlio di contadini grevigiani, fu vittima di soprusi, aggressione, sofferenze e trascorse i suoi ultimi mesi di vita come militare italiano internato, utilizzato come forza lavoro nelle industrie belliche di Dortmund. Qui un bombardamento aereo lo investì e ne spezzò brutalmente la vita a soli 27 anni. “Tutto quello che oggi sappiamo di mio zio – prosegue – lo abbiamo messo insieme a seguito di un periodo di ricerche e indagini e soprattutto lo dobbiamo al ritrovamento di una lettera, tra i ricordi di un’anziana zia, che comunicava il decesso e ne identificava il luogo, il mittente e il momento storico in cui si era verificato. Da allora, il pensiero condiviso con tutta la famiglia di riportare lo zio a casa, di riunire i Severi con l’individuazione del tassello mancante, ci ha accompagnati inesorabilmente fino al trasferimento della salma a Greve in Chianti.

Lo spostamento è avvenuto alcuni giorni fa, dopo la riesumazione in un cimitero tedesco, alla presenza delle autorità tedesche. “Mi sono imbattuta in una lunga campagna di indagini – afferma la nipote –  è stato decisivo il percorso fatto attraverso il supporto del web e le ricerche per le quali mi sono state di grande aiuto le informazioni di un appassionato veronese Roberto Zamponi. Ho ritrovato mio zio, desiderio che accomunava tutta la mia famiglia, nel cimitero militare italiano d’onore di Francoforte e questa è stata l’emozione più intensa della mia vita”.

Ora Giuseppe Severi riposa in pace con i suoi genitori, Giovanni ed Ersilia, nel cimitero di Greve in Chianti. “La famiglia è finalmente ricomposta grazie al percorso di ricerche condotte da Stefania  – conclude il sindaco Paolo Sottani –  una storia di grande valore per tutti noi, per non dimenticare e onorare il sacrificio di quanti, tra i giovanissimi italiani, persero vita, speranze e futuro, un’occasione per ricordare  le terribili  ripercussioni che la guerra determinò sui militari e sui civili, sulle famiglie dei sopravvissuti che passarono i loro anni ad aspettare il ritorno dei figli, costretti alla guerra”.

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