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L’industria manifatturiera della Provincia di Pisa nel quarto trimestre del 2011 Economia

È quanto emerge dai dati dell’analisi trimestrale condotta dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Pisa in collaborazione con Unioncamere Toscana. Nel quarto trimestre 2011 il settore manifatturiero pisano ha registrato una flessione dello 0,8% in termini di produzione ed una dello 0,2% in termini di fatturato, in analogia con la media regionale che, per la produzione manifatturiera a carattere industriale, segna un calo dello 0,9%. Diversa, invece, la natura delle stime su base annuale che vedono un consistente arretramento della provincia di Pisa (+1,8% nel fatturato delle unità locali manifatturiere con oltre 9 addetti) rispetto alla Toscana (+3,1%). Si confermano, così, le ripercussioni più pesanti che la crisi ha manifestato sulla provincia pisana sin dal 2009 (calo della produzione a Pisa del 19,7%, in Toscana del 16,5%), e che si sono confermate anche nella breve fase di recupero del 2010 (-0,3% nella produzione pisana a fronte della crescita toscana del 3,8%).
Tale divergenza si ripropone anche in ambito occupazionale: per l’ultimo trimestre del 2011 la provincia di Pisa ha registrato un calo dell’occupazione del 2%, in controtendenza rispetto alla Toscana in cui si attesta una crescita del +1%. Prosegue nella nostra provincia la riduzione del numero di ore di cassa integrazione guadagni autorizzate al settore manifatturiero (-60,6% tendenziale, pari a -774mila ore). Il dato, però, attesta una maggiore incidenza sul totale delle ore autorizzate della componente straordinaria e di quella in deroga rispetto alla cassa integrazione ordinaria, a conferma della natura strutturale dei problemi occupazionali. In una situazione di questo tipo, tra l’altro, la riduzione del numero delle ore non equivale all’automatico riassorbimento dei lavoratori temporaneamente estromessi dal mercato del lavoro.
Tra le poche note positive dell’indagine si segnala l’andamento degli ordinativi (+0,7%) e, al loro interno, quelli provenienti dai mercati esteri (+9,5%), che, ormai da tempo, forniscono gli stimoli più incisivi alla nostra economia.
Nel difficile contesto complessivo le medie imprese (50-249 addetti) mostrano una maggiore tenuta, tanto da segnare variazioni positive sia per quanto riguarda la produzione (+6,9%) sia per ciò che attiene al fatturato (+3,5%). Per le medie imprese gli ordinativi provenienti dai mercati extranazionali sono cresciuti addirittura del 17,9%.
Stentano a risollevarsi, invece, le piccole unità manifatturiere (10-49 addetti) e le grandi unità (oltre 249 addetti), che subiscono un calo nella produzione rispettivamente dell’1,3% e del 7,1%, e una riduzione del fatturato dello 0,9% e dell’1,9%.
I settori industriali che per il terzo trimestre del 2011 hanno fatto rilevare una variazione positiva della produzione tendenziale sono: l’alimentare (+1,6%), buona parte del sistema moda-casa, in cui prosegue la crescita delle calzature (+3,1%) e del pelli-cuoio (+1,4%), la chimica-farmaceutica-gomma-plastica (+9,0%) e la meccanica (+0,4%). Nella Meccanica allargata, però, si segnala la brusca frenata dei mezzi di trasporto (-10,2%) e dei metalli (-5,8%), mentre l’elettronica (-1,5%) registra comunque un leggero miglioramento rispetto alla pesante contrazione subita nel trimestre precedente.
Le previsioni relative a questo primo trimestre del 2012 non lasciano intravedere una ripresa a breve: è atteso un calo della domanda estera dell’8% e un peggioramento anche sul versante della produzione, il cui saldo percentuale passerebbe dal +5% al +2%.

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