energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

L’ingegnere delle gallerie Rubriche

Era il lontano 1968 ed ero in Sila con i miei genitori, improvvisamente camminando in campagna, vidi del terreno smuoversi in superficie e veloce come un lampo, infilai la mano nel punto del buco e…strapp tirai fuori una talpa. Come era morbida… se ci penso, un manto così soffice non l’ho mai sentito neppure in un “batuffoloso” gatto; fui indubbiamente imprudente ed al tempo stesso fortunata, poiché un buco nel terreno può nascondere anche la tana di un serpente. Comunque la piccola talpa era molto spaventata e dopo averla esaminata con attenzione, la rinfilai nel buco e sparì in un battibaleno. Quella sensazione piacevole di aver carezzato una talpa la porto sempre nel mio cuore, il suo musetto così acuto e al tempo stesso in movimento per captare ogni piccolo odore e le sue “zampotte” cicciose e con unghie forti decisamente un caro ricordo.
La talpa europea Talpa europea è un animale molto comune nel nostro continente e nell’Asia settentrionale. Ama le pianure con prati e pascoli e soprattutto i terreni coltivati. Qualche volta capita di vedere i tuberi sparire sotto i nostri occhi in qualche campo, tant’è vero che esistono degli aggeggi ad ultrasuoni per scacciare le talpe dai campi coltivati ed effettivamente un campo ricco di buche è un vero danno per un agricoltore. 
I mucchietti d terra rappresentano le vie di  accesso o di fuga alle gallerie che l’animale scava in continuazione per cercare cibo.  
Ha un corpo perfettamente adattato alla vita sotterranea con una forma tozza quasi cilindrica: il corpo lungo circa 15-18 cm compresa la coda che è di circa 3 cm.  Il corpo, è cilindrico con un capo triangolare appuntito, sono assenti le orecchie esterne e gli occhi minuti, sono ricoperti soventemente da una membrana che li protegge dalla luce forte. 
Per muoversi nelle gallerie, nel corso dell’evoluzione la talpa ha eliminato tutte le appendici ingombranti sottoterra: la coda è cortissima e seminascosta nel pelame, gli arti anteriori lasciano sporgere solo le zampe mentre quelli posteriori hanno piedi piccoli. Assenti le orecchie esterne, gli occhi minuti sono ricoperti da una membrana, infatti, l’animale può avere solo percezione della luce, perciò si dice che la talpa è cieca, da cui il detto: “cieco come una talpa”. Come tutti gli insettivori la talpa possiede denti appuntiti e dentellati per triturare le prede: lombrichi, insetti, larve e ragni che caccia fra le radici sotterranee. Raramente e con molta cautela si avventura fuori dalla tana.
Quando sopraggiunge l’inverno la talpa ha già fatto provviste nelle camere adibite a dispensa, ma, per evitare la putrefazione delle prede, gli stacca la testa affinché le terminazioni nervose siano interrotte e le prede non marciscano e soprattutto non tentino di scappare. 
Il periodo degli amori ha inizio alla fine dell’inverno, quando un maschio entra nel territorio della femmina: questa dapprima agisce aggressivamente e tenta la fuga, poi viene afferrata alla base del collo dal compagno, un po’ come fanno i gatti, e avviene l’accoppiamento. La gestazione dura 6 settimane, alla nascita i piccoli sono ciechi e inetti, pesano circa mezzo grammo e sono di colore grigio-rosei. Per loro, la madre prepara il nido costruendo una camera molto più solida e compatta di quella dove dorme l’adulto, ricoperta di foglie ed erba secca.  La madre li allatta per circa 3 settimane. All’età di 7-8 giorni iniziano per i piccoli le “passeggiate in carovana”, nelle quali la madre è in testa ed i piccoli la seguono formando una catena. Questo comportamento è probabilmente dovuto alla sicurezza per i nuovi nati; ma non appena la madre si accorge che i piccoli sono più attivi e si azzuffano fra di loro sono allontanati dal nido, perché pronti alla vita indipendente.  I giovani scavano cunicoli a una profondità diversa di quella degli adulti, più superficiali, ma si è osservato che la profondità delle gallerie dipende da diversi fattori soprattutto di tipo ambientale-meteorologico. Se gli inverni sono freddi, le talpe scavano gallerie molto profonde, al contrario se gli inverni sono più miti.
Spesso i giovani inesperti scavatori fanno scoprire la loro presenza per gli stretti e lunghi terrapieni sparsi nelle nostre campagne, ma imparano ben presto a scendere in profondità, soprattutto a causa degli agricoltori che mal sopportano lo sparire delle loro colture. Per noi invece l’unico modo per rivelare la presenza delle talpe sono i mucchietti di terra sparsi fra gli ortaggi e se solo siamo un po’ curiosi nel nostro girovagare magari riusciremo anche ad osservarla fare capolino da una buca….


       Tiziana Tramontano

  

Print Friendly, PDF & Email

Translate »