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L’intervista di Schettino a “Quinta Colonna” potrebbe essere stata pagata oltre 50.000 euro Cronaca

Nella serata di ieri, 10 luglio, è andata in onda nel corso della trasmissione “Quinta Colonna” di Canale 5 un’intervista inedita al comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. In essa il capitano della nave naufragata il 13 gennaio all’isola del Giglio spiega come quello che accadde quella notte sia stato «un incidente banale» e che la tragedia della morte di 32 persone sia stata causata da «un malinteso» fra gli ufficiali di plancia. Quando parla di una «mano divina» che lo guidò a portare la Concordia nei pressi di Giglio Porto, spiega Schettino nell’intervista, si riferisce alla sua intuizione di condurre la nave in acque più basse. Se la Concordia fosse stata a largo, spiega il comandante, la tragedia sarebbe stata di proporzioni più vaste. «Mi faccio la colpa di essere stato distratto», continua Schettino. Al momento dell’urto con lo scoglio delle Scole, non era al comando della Concordia, ma appena intuì che c’è il rischio di un impatto frontale, fece tutto quanto riuscì per evitarlo e condurre la nave nei pressi del porto. Schettino nega poi di aver compiuto un inchino al Giglio per compiacere la ballerina moldava Domnica Cemortan. Non di inchino all’isola, si trattò, ma di passaggio. Il capitano lo sottolinea ancora una volta. Se fosse stato pianificato un inchino, tutto sarebbe stato fatto con grande attenzione, riducendo la velocità della nave e calcolando tutti i dettagli. Se fosse stato pianificato un inchino, «non sarebbe successo perfettamente niente». La telefonata con il colonnello De Falco? Se avesse saputo che sarebbe stata resa pubblica, il tono della conversazione sarebbe stato diverso, conclude Schettino.

Codacons: sequestrare i compensi di Schettino per le dichiarazioni rilasciate alla stampa
Secondo indiscrezioni, per questa intervista il capitano della Costa Concordia avrebbe percepito una cifra compresa fra i 50.000 ed i 57.000 euro, anche se non vi sono certezze. Di certo l’intervista esclusiva rilasciata a “Quinta Colonna” ha ben fruttato a Schettino. Il Codacons è per questo insorto, annunciando di voler presentare alla Procura della Repubblica di Grosseto un’istanza con la quale si chiede che tutte le somme percepite dal capitano della Concordia per dichiarazioni rilasciate alla stampa o ai media vengano poste sotto sequestro preventivo. Il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, ha spiegato che il sequestro dei compensi di Schettino sarebbe una forma di tutela per i parenti delle vittime del naufragio. Di questo, però, si discuterà probabilmente più avanti. I periti incaricati dal gip maremmano, Valeria Montesarchio, hanno infatti richiesto al Tribunale di Grosseto di poter posticipare la consegna della perizia. La seconda udienza dell’incidente probatorio sul naufragio del Giglio, prevista per sabato 21 luglio, slitterà quindi a data da destinarsi.

Legambiente: lo scoglio delle Scole dovrà tornare al suo posto
Alle 16.30 di venerdì 13 luglio, a sei mesi esatti dal naufragio, il commissario straordinario Franco Gabrielli incontrerà la popolazione gigliese presso la Rocca Pisana di Giglio Castello per fare il punto sullo stato delle operazioni di rimozione della Costa Concordia dalle acque dell’isola. I tecnici di Titan Salvage e Micoperi continuano ad svolgere i loro lavori sul relitto, così da ultimare la rimozione dello scoglio delle Scole incastrato nel fianco della nave da crociera. Negli scorsi giorni è stata ventilata l’ipotesi che una parte di esso possa essere usata per innalzare un monumento alle vittime del naufragio, ma Legambiente non si dimostra d’accordo. Il responsabile del settore Mare dell’associazione ambientalista, Umberto Mazzantini, ha spiegato che il gruppo delle Scole si trova in un tratto di mare dell’Arcipelago Toscano classificato come zona di massimo valore ambientale e che, pertanto, lo scoglio dovrebbe essere riportato alla sua posizione originaria. «Legambiente – ha dichiarato Mazzantini – è favorevolissima, come ha dimostrato anche la targa consegnata da Goletta Verde al sindaco del Giglio per onorare il coraggio e l’altruismo della comunità gigliese, a ricordare le vittime del naufragio, ma il miglior omaggio a quei poveri morti è non violare le regole che il comandante Schettino ha infranto facendo schiantare la Costa Concordia su un’area di protezione integrale del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Confidiamo che il Comune, il Parco e le altre istituzioni trovino insieme una soluzione più percorribile per rendere il dovuto omaggio alle vittime».


Foto: http://www.jacktech.it

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