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L’invasione dei turisti: la ricetta è attirarli nei musei più periferici Opinion leader

Pistoia – Quando lo propose, Paolo Cocchi, allora assessore alla cultura della Regione Toscana, fu massacrato. Spostare il David dall’Accademia in modo che come un nuovo pifferaio di Hamelin trainasse i topini-visitatori fuori del centro storico. Ora si parla di un Uffizi 2 con la stessa funzione di alleggerire la pressione del pubblico su un’area ristretta. “Gli Uffizi contengono un patrimonio immenso, e allora perché non studiamo un progetto con tutti i crismi per creare una sorta di Uffizi 2 (…) fuori delle mura o in periferia?”, ha detto al Corriere Fiorentino Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretaria ai Beni Culturali.

Credo che non esista una ricetta per risolvere l’assalto dei turisti a un centro storico piccolo e delicato come quello di Firenze. Ma una cosa è certa. Gli Uffizi, ma anche l’Accademia, funzionano come una specie di scatola magica che attraggono di per sé. E’ l’effetto aura. Piaccia o non piaccia è così. Le interviste fatte  anni fa ai turisti in coda sotto il loggiato degli Uffizi loconfermano. “Nel museo la gente vede quello che ha nella testa”, spiega una raffinata studiosa e museologa come Florence Pizzorni.

Se poi si pensa a soluzioni tipo Louvre che ha aperto a  Lens, in una zona mineraria abbandonata, un nuovo museo si vadano a vedere progetto e costi. Non mi sembra che si sia nelle condizioni di fare investimenti simili. Mentre potremmo, subito, fare una pianificazione e una campagna per far almeno scoprire  i musei negletti dal pubblico in periferia. Ne abbiamo in abbondanza ed è una diffusione che ci distingue in Europa.

Foto: www.saveflorence.it

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