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L’istruzione è il passaporto per la nuova epoca Opinion leader

Oggi,dopo quasi 4 secoli, gli stati del pianeta sono integrati ed interdipendenti come non lo sono mai stati. L’integrazione  riguarda l’economia, la finanza,il commercio, le comunicazioni, la tecnologia,etc. Siamo ormai di fronte alla società globale senza avere,però, gli strumenti necessari per governarla e gestire gli affari internazionali. L’unica forza coesiva che sembra ormai governare il mondo è quella dei mercati finanziari. Questo perché si è inserita nel vuoto di “governance”lasciato dalla politica.

Da oltre 60 anni gli stati dell’Europa occidentale – cui si sono aggiunti nel corso degli anni ‘90 gli stati dell’Europa orientale –   stanno operando  congiuntamente, nei principali  settori  della vita pubblica, in funzione  della propria unione. Sarebbe opportuno, ormai, che la costituzione dello  Stato federale europeo venisse realizzata in tempi stretti  per eliminare quei vuoti di governance che ormai sono solo  penalizzanti per il nostro futuro.

Il pianeta è già inserito nei processi  che stanno modificando il suo equilibrio -funzionale all’insediamento umano- come lo conosciamo da migliaia d’anni. Si pensi alla crescita demografica ed al cambiamento climatico. Sono problemi rispetto ai quali non sono più pensabili comportamenti che tendono solo al loro contenimento. Non sono  rinviabili decisioni più importanti, quindi più difficili, se si vogliono evitare i rischi di  situazioni capaci di determinare effetti non  gestibili.
La presenza umana sul pianeta nel 1900 era costituita da 1,6 miliardi di persone, nel 2028 sarà  di 8 miliardi, cioè moltiplicata per 5 volte, in 128 anni.  

Il cambiamento climatico, che sappiamo determinato dalla sostenibilità delle risorse energetiche utilizzate,è già in atto. L’effetto “serra”, nell’ultimo secolo, ha  determinato l’aumento della temperatura del pianeta di un grado  .
Il consumo energetico ha conosciuto nel ‘900 uno sviluppo molto alto. Negli ultimi decenni, inoltre, il ritmo del consumo è progressivamente accelerato in coerenza con la crescita economica di Cina ed India. Oltre 2,5 miliardi di persone stanno  sommando,  la loro spinta  al consumismo di massa, a quella dei paesi dell’ Occidente. Si è costituita nei fatti una vera società globale. Questo rende ormai   obbligatorio la ricerca di un nuovo stile di vita e di un nuovo modello di crescita e di consumo, non solo per i paesi emergenti, ma per il nuovo sistema mondiale.

E’ una sfida di cui si tende a non parlare molto. Resta però il fatto che il rischio globale che abbiamo di fronte, richiede –in questi tempi non “tradizionali”- innovazioni significative a livello tecnologico e, probabilmente, anche a livello “sociale.”  
“L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possano utilizzare per cambiare il mondo”, ha più volte affermato Nelson Mandela che, non poche volte, si è misurato con la necessità di cambiamenti radiciali delle  dinamiche sociali, economiche  e politiche della  propria società e del proprio paese.

Se mettiamo a fuoco i temi dell’istruzione e formazione nel nostro paese, non abbiamo risultati che spingono all’ottimismo. Il “Programme for International Student  Assassment”  –noto come PISA-promosso dall’OCSE allo scopo di valutare il livello d’istruzione degli adolescenti nei paesi industrializzati, ha indicato i risultati delle sue indagini . L’ indagine del 2003, che ha interessato 41 paesi , indica l’Italia   al 27° posto , quella del 2006, che ha interessato 57 paesi, indica  l’Italia al 36° posto. Questi risultati preoccupanti sono stati poco considerati sia dall’opinione pubblica che dalla politica. 
Tullio De Mauro, il 27 novembre 2011 a Palazzo Bastogi  a Firenze, ha tenuto una lezione “Leggere e sapere.La scuola degli italiani” nel corso della quale ha dichiarato che “il 71% degli italiani si trova al di sotto del livello minimo di lettura e comprensione di un testo scritto in italiano di medie difficoltà… Non più del 20% possiede le competenze minime per orientarsi e risolvere…..situazioni complesse e problemi della vita sociale quotidiana”

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