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Livorno il giorno dopo: quella maglia numero 25 diventa una bandiera Calcio, Cronaca

E' come se la città non ci creda fino in fondo, o come se volesse trattenerlo con  se' ancora un po', e poi ancora un altro po'. Con il pellegrinaggio dei tifosi amaranto, con le scuole del calcio giovanile che sfilano davanti allo striscione e a quella maglia la numero 25, che è la sua maglia, la maglia di Piermario Morosini, il combattente di cui la vita non ha avuto pietà. Perchè la sua è stata un'esistenza di perdite degli affetti più cari, i genitori, il fratello, fino all'ultimo, disperato combattimento contro quel cuore che non ne ha voluto sapere di ripartire.

E la città sanguigna, passionale, la Livorno dei grandi amori e delle grandi sofferenze oggi è tutta lì. Davanti allo striscione che porta a lettere cubitali: "Hai lottato fino alla fine, ciao grande Moro", la Livorno non solo del calcio ma  anche quella di semplici cittadini colpiti dalla parabola di questo ragazzo forte e sfortunato offre fiori, bandiere, sciarpe. Un ragazzino delle squadre giovanili della Società ha portato anche un paio di scarpette con un biglietto: ''perchè tu possa continuare a correre come correvi in campo anche in cielo''. Il pellegrinaggio, continuo durante la mattinata, ha continuato a fluire anche nel pomeriggio. I cori dei tifosi, la presenza del sindaco Alessandro Cosimi, il pellegrinaggio spontaneo della città, il pudore stesso della Società davanti al dolore che non prenderà per ora iniziative ufficiali: ''Lasciamo spazio al dolore dei tifosi'.
Un pudore condiviso dalle istituzioni cittadine, come dichiara il sindaco Cosimi: pronto anche ad accogliere, per un giorno, la salma di Morosini, ''ma solo se lo vorrà la sua famiglia. Non vogliamo essere invadenti, faremo tutto nel rispetto della famiglia. Per questo, se ci sarà il funerale direttamente a Bergamo saremo là con i ragazzi e i tifosi''.

Ma qualcosa di forte è già nell'aria. Intanto, sabato prossimo sarà un proliferare sugli spalti di maglie numero 25. E' in questo modo che i tifosi pensano di ricordare Morosini nella gara contro il Cittadella, sabato prossimo all'Armando Picchi. Intanto, giungono anche alcuni supporter del Pisa, la grande "rivale",  e attaccano una sciarpa nerazzurra vicina a quelle degli altri club già presenti, tra cui quelle di Barcellona, Fiorentina, Napoli, Pescara e Modena. Il sindaco Cosimi si sarebbe detto già d'accordo con i tifosi che vorrebbero intitolare a Morosini un settore dello stadio.

Ma l'atto più forte proviene dalla società, che potrebbe ritirare la maglia numero 25. 
L'iniziativa è stata annunciata dal presidente del Livorno Aldo Spinelli che sta valutando l’ipotesi di ritirare per sempre la maglia di Piermario Morosini. "Questa è la volontà del presidente sulla quale stiamo ragionando in queste ore – ha confermato il responsabile dell’area tecnica del club, Attilio Perotti – e credo che nei prossimi giorni si possa formalizzare questo gesto". Ritiro della maglia,  uno degli atti più emblematici per una società di calcio. A testimoniare quanto "Moro" fosse considerato ormai un protagonista, un "ragazzo di casa" dalla squadra e dalla città.

E, a molti chilometri di distanza, su per l'Italia, anche un altro stadio è meta di mesto pellegrinaggio: lo stadio comunale di Bergamo reca due striscioni con la scritta: "Umile bergamasco, vero atalantino dentro. Ciao Moro, la tua curva ti rende onore" e  "Ciao Mario". A metterli, gli ultrà dell'Atalanta, mentre sotto gli sportivi hannno lasciato fiori e bigliettini di addio.
La tragedia si avverte ancora più forte nel quartiere di Monterosso, alla periferia nord di Bergamo, dove il calciatore era nato e cresciuto, e dove erano avvenute le tragedie che avevano funestato la sua vita: le morti dei genitori e il suicidio del fratello. Il parroco don Remo Luiselli offre il ricordo di un ragazzo che, nonostante le durezze della sua vita e il vagabondaggio cui lo costringeva il mestiere del calcio, tornava sempre al suo luogo natìo, in quel quartiere dove aiutava a organizzare il centro estivo dell'oratorio e giocava con i ragazzini nei vari tornei della parrocchia.

E con ogni probabilità sarà propria in una cappella della parrocchia che, dopo il nullaosta del magistrato verrà depositato il feretro.  "E la sera prima – dice il parroco – faremo una veglia di preghiera, e' un bisogno che qui sentono tutti".
Intanto, corre la gara di solidarietà per l'unica sorella rimasta in vita di Piermario morosini, affetta da un grave handicap psichico.  E se L'Udinese Calcio e la sua Onlus 'Udinese per la Vita' hanno annunciato ufficialmente il proprio impegno a garantire assistenza alla sorella di Piermario Morosini, da Livorno giunge la notizia della volontà del presidente della società Aldo Spinelli di isitituire una sorta di vitalizio a favore della giovane donna. I contatti sono subito stati presi.
"Spinelli – ha spiegato il responsabile dell'area tecnica  Attilio Perotti – ha avuto questa idea per dimostrare la volontà sua personale e della società di restare per sempre vicini alla famiglia di Piermario. Stiamo valutando quale possa essere la strada più corretta da seguire. Siamo gia' in contatto con l'Udinese, societa' proprietaria del cartellino del giocatore, ma anche in contatto con le autorita' calcistiche italiane per ragionare su quale sia la forma migliore da adottare in questi casi''.

Foto: www.resport.it
 

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