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Livorno verso le unioni civili. Arrivano le “famiglie anagrafiche” Cronaca

Affetto e convivenza – Con un atto firmato dal primo cittadino Alessandro Cosimi, il comune di Livorno ha ufficializzato la nascita delle attestazioni di “famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi e di convivenza”. Un atto dall'alto valore simbolico e non solo, destinato a far molto parlare di sé. Dal 26 marzo, chiunque sia in grado di dimostrare la propria “coabitazione in virtù di vincoli affettivi”, potrà richiedere di essere inscritto nel registro.

Non unioni di fatto – Secondo quanto reso noto dal comune di Livorno, «non si tratta dell’istituzione di un registro delle unioni, ma di un modo, dal valore altamente simbolico (e non solo), per riconoscere l’esistenza di un legame affettivo tra due persone non sposate (senza distinzione di sesso)». Gli attestati avranno validità semestrale e potranno essere rinnovati ogniqualvolta gli interessati ne faranno domanda.

L’assessore Cantù: “si rafforza il concetto di vincolo affettivo della famiglia” – L'assessore alle Politiche Sociali di Livorno Gabriele Cantù la scelta di Livorno reca in sé un rafforzamento del vincolo affettivo della famiglia. Con il registro, spiega Cantù, «si dà più dignità alle persone, riconoscendo situazioni che di fatto esistono e che nessuno può negare. Basti pensare a quanto sono calati i matrimoni che si celebrano nella nostra città: erano oltre 900 nel 1980, nel 2000 superavano le 700 unità, oggi si arriva a malapena a 550 matrimoni l’anno».

La norma – Dopo Padova, Bologna e Ravenna anche Livorno si aggiunge così alla lista dei municipi che riconoscono una qualche forma di riconoscimento della convivenza affettiva. Il Regolamento anagrafico della città labronica recita all’art. 4  che agli «atti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi». «Quindi – fanno sapere dal Comune – la tipologia di persone coabitanti in virtù di vincoli affettivi è già prevista». Inoltre, nella nota rilasciata, il Comune tiene a precisare che ogni posizione desumibile dagli atti anagrafici, «può essere attestata o certificata, qualora non vi ostino gravi o particolari esigenze di pubblico interesse, dall'ufficiale di anagrafe d'ordine del sindaco».
 

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