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“Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug”, il drago della Montagna Solitaria Cinema

Proseguono le avventure dell'hobbit Bilbo Baggins, in viaggio con Gandalf ed i tredici Nani, guidati da Thorin Scudodiquercia, in un'epica battaglia per la riconquista della Montagna Solitaria ed il perduto Regno dei Nani di Erebor. Dopo essere sopravvissuti all'inizio del loro viaggio inaspettato, la Compagnia continua ad andare verso Est, incontrando lungo la strada Beorn il cambia pelle ed uno sciame di ragni giganti, nella minacciosa foresta di Mirkwood. Dopo essere sfuggiti alla cattura da parte dei pericolosi Elfi della Foresta, i Nani arrivano a Pontelagolungo e finalmente alla Montagna Solitaria, dove si troveranno ad affrontare il pericolo più grande – la creatura più terrificante di ogni altra – che non solo metterà a dura prova il loro coraggio, ma anche i limiti della loro amicizia ed il senso del viaggio stesso: il Drago Smaug.

Era dal 2003, quando attendevamo l'uscita de "Il Signore degli Anelli: Le Due Torri", che non aspettavamo in modo così ansioso un'uscita cinematografica. Già perché con "Lo Hobbit" di Peter Jackson si provano le stesse sensazioni che si provavano con la più famosa saga de "Il Signore degli Anelli". L'anno scorso con il primo episodio “Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato”, siamo stati nuovamente catapultati in un mondo a noi già noto, quella Terra di Mezzo, che trova nella Nuova Zelanda il suo corrispettivo terreno. Ovvio quindi che ci si senta ansiosi di potersi ributtare a capofitto in quel mondo e proseguire insieme ai suoi protagonisti, Bilbo, Gandalf e i tredici nani di Thorin Scudodiquercia, nell'epico viaggio verso la Montagna Solitaria.

Appena iniziata la visione di questi 161 minuti, ci sembra di non aver mai lasciato la Terra di Mezzo. Ci troviamo ai confini esterni di Bosco Atro e i nostri eroi stanno ancora fuggendo dagli orchi che gli davano la caccia alla fine del precedente episodio. Veniamo quindi lanciati subito nel mezzo dell'azione e per più di due ore e mezzo difficilmente riprenderemo fiato. Il viaggio dei Nani diventa un susseguirsi di scontri, fughe rocambolesche, lotte e battaglie senza soluzione di continuità. Una vera e propria avventura che si sofferma poco sull'evoluzione psicologica di Bilbo, da pigro hobbit a eroico “scassinatore”, relegata prevalentemente nel primo episodio ma originariamente sviluppata nell'arco di tutta la narrazione. In questo capitolo ci soffermiamo di più sui Nani e soprattutto su Thorin, il loro leader, e su cosa rappresenti per lui la riconquista della montagna. Traspare nettamente la dura caparbietà del nano pronto a tutto, anche a sacrificare un Hobbit, pur di riconquistare il regno dei suoi avi. Una caparbietà che spesso viene associata ad una malattia mentale che striscia placida ai confini della sua mente pronta prevalicare sul giusto desiderio di conquista di una patria.

Sull'aspetto visivo della Terra di Mezzo creata da Peter Jackson non c'è assolutamente nulla da eccepire. Il mondo da lui creato è un susseguirsi di oggetti e scenografie affastellati gli uni sugli altri in una profusione di minuscoli dettagli che spesso non vengono nemmeno percepiti dallo spettatore. Il tutto sta a dimostrare, come se ce ne fosse ancora bisogno, lo sterminato amore del regista neozelandese per la creazione di J.R.R. Tolkien. “Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug” è un banchetto per gli occhi, qualcosa di spettacolare che travalica il concetto stesso di cinema diventando un mondo vivo e pulsante che possiamo percepire in ogni sua gradazione. Possiamo entrare, anche grazie all'intelligente uso della stereoscopia, in profondità dentro la Terra di Mezzo ed esplorarla dalle fronde di Bosco Atro fino alle enormi sale del regno nanico di Erebor. Un mondo spettacolare, che grazie all'avanzamento tecnologico, diventa sempre più esteso e spettacolare rispetto alla trilogia originale senza però sembrare più moderno.

C'è un'unica pecca in tutto il film. Un finale cliffhanger, problema invalicabile di un episodio centrale, che lascia con l'amaro in bocca e con il desiderio di trovarsi già nel 2014 per poter assistere al finale di questo epico viaggio.

Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Fran Walsh, Peter Jackson, Philippa Boyens, Guillermo del Toro
Genere: Fantasy, Avventura
Nazione: Nuova Zelanda, USA
Durata: 161'
Interpreti: Martin Freeman, Benedict Cumberbatch, Ian McKellen, Evangeline Lilly, Luke Evans, Richard Armitage, Orlando Bloom, Cate Blanchett, Ken Stott, Graham McTavish, Lee Pace, Stephen Fry, Billy Connolly, Dean O'Gorman, Mark Hadlow, Jed Brophy
Fotografia: Andrew Lesnie
Montaggio: Jabez Olssen
Produttore: Metro-Goldwyn-Mayer, New Line Cinema, WingNut Films

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