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Lo scafo della Concordia rischia di sprofondare Cronaca

Alle 22.00 di sabato 20 luglio presso la Rocca Pisana di Giglio Castello si terrà un Consiglio Comunale straordinario per fare il punto sulle tempistiche di rimozione della Costa Concordia. C’è da scommettere che, dopo le notizie di oggi, i Gigliesi saranno ancor più ansiosi di arrivare a questo appuntamento. Sembra, infatti, che lo scafo della nave naufragata sulle secche di Punta Gabbianara stia progressivamente cedendo. Le analisi ambientali continuano a dare risultati tutto sommato soddisfacenti, ma il timore dei cittadini dell’isola dell’Arcipelago toscano per il loro mare cristallino continua ad essere molto. Nella giornata di ieri, mercoledì 17 luglio, Arpat ha reso noti gli esiti degli esami sui campionamenti effettuati nei pressi del relitto il 12 luglio scorso. Idrocarburi e tensioattivi restano nella norma, mentre i valori del fosforo totale sono lievemente alterati nei pressi della prua della Costa Concordia.

Quanto fa preoccupare, però, è il risultato di una recente ispezione subacquea intorno al relitto della nave naufragata il 13 gennaio 2012. Lo scafo si starebbe corrodendo a causa del sale marino e, di conseguenza, la Concordia si starebbe pian piano abbassando verso il fondale. Sarebbe in particolare la prua a star pian piano affondando. Nessuna traccia di inquinamento delle acque gigliesi, insomma, ma il rischio che la nave possa sprofondare. Quello che si augura l’Osservatorio per la rimozione della Costa Concordia è che il relitto possa comunque essere messo in galleggiamento alla fine dell’estate, come prospettato da Costa Crociere. “Stiamo aspettando che Costa presenti il progetto di raddrizzamento della nave in sicurezza, e l’intero progetto di gestione del relitto dopo il raddrizzamento”, ha spiegato il presidente dell’Osservatorio e capo della Protezione Civile regionale, Maria Sargentini. “Loro ritengono – ha proseguito – che sia possibile il raddrizzamento della nave dopo l’estate, poi tra il raddrizzamento e il rigalleggiamento c’è un tempo tecnico di lavorazione, che deve necessariamente tenere  in conto anche di aspetti non ancora del tutto noti: in particolare le condizioni del lato di dritta, quello ancora sommerso, a cui devono essere agganciati i cassoni di galleggiamento”. “Aspettiamo presto un piano che contenga una seria valutazione dei rischi”, ha concluso Sargentini. La speranza di tutti, ed in particolare dei Gigliesi, è che la Concordia possa reggere finché non sarà rimessa in galleggiamento.

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