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Lo statuto autentico della laicità Opinion leader

Si inizia il pomeriggio del 18 ottobre alla Biblioteca delle Oblate, con la presentazione della biblioteca privata di Balducci, esaminata sotto il profilo biblioteconomico dal professor Mauro Guerrini. Interverrà anche il cardinal Silvano Piovanelli. Sarà un’occasione in più per esaminare da un’angolazione particolare e – per così dire – interiore il profilo intellettuale di un uomo che ha giganteggiato (non sembri esagerato dirlo) nella cultura religiosa e civile del nostro paese, per tutta la seconda metà del secolo scorso. Non sembri un paradosso la intitolazione di questa prima giornata. “La biblioteca di un prete laico” – così si intitola – è un ossimoro solo apparente, perché, per il credente e a maggior ragione per il prete, la laicità non è nient’altro che l’altra faccia della sua fede, posto che laicità è propriamente l’attitudine a relativizzare se stesso davanti agli altri e all’Altro, a non assolutizzare il proprio io e la propria misera umanità. Se fate centro su voi stessi, invece che sugli altri – amava ripetere Balducci – non capirete mai niente.

Ma laicità è un’attitudine difficile, proprio perché fa appello alla libertà dell’uomo, non alla sua comoda idolatria. Perciò è esposta a una duplice distorsione. Da una parte è portata a misconoscere il valore della libertà: è la distorsione religiosa, e in particolare cattolica. Dall’altra parte è portata alla idolatria dell’individuo, misconoscendo a priori tutto ciò che trascende la sua misera contingenza storica, cioè l’ <uomo edito>, secondo la terminologia balducciana: è la distorsione di chi concepisce la laicità come puro metodo, amputando ogni autentica tensione a oltrepassare le miserie dell’uomo “edito”.
La laicità, insomma, è sempre “in bilico” – come dice la seconda parte del convegno, che si articola in due sessioni. La prima, in Palazzo Vecchio, nel pomeriggio di venerdì 19, è affidata a due riconosciuti maestri del pensiero su questo tema, quali Gustavo Zagrebelsky e Massimo Cacciari, che dialogheranno tra loro con metodo “socratico”.

La seconda, che si svolgerà alla Badia Fiesolana la mattina del sabato 20 ottobre, è affidata a quattro apprezzati interpreti delle principali culture religiose presenti nel nostro paese: Giannino Piana, per quella cattolica; Daniele Garrone, per quella protestante; Adnane Mokrani, per quella islamica; Anna Foa, per quella ebraica. Dovranno tutti verificare la capacità di queste culture a emanciparsi da ogni tentazione integralista.
Non so se il convegno ci lascerà in eredità ottimismo o pessimismo. Di certo esso avrà svolto il suo compito se riuscirà a riconsegnarci lo statuto autentico della laicità, che lo stesso Balducci riteneva requisito essenziale per l’umanità planetaria del futuro, e che – possiamo aggiungere – è esigenza vitale per il recupero della estenuata democrazia italiana del presente.

        Pierluigi Onorato

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