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Lo Stensen, luogo di interrogazione sulla società sempre più plurale Opinion leader

Firenze – Il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori ha compiuto una visita pastorale alla Fondazione Stensen. In questa occasione il direttore padre Ennio Brovedani ha illustrato all’illustre ospite gli aspetti della “Politica culturale dello Stensen” in una città come Firenze, caratterizzata – ha detto – “da una diffusa e radicata laicità e da una crescente multiculturalità, multietnicità e multiconfessionalità”. 

Eccone una breve sintesi

Gli sviluppi delle tecnoscienze di questi ultimi decenni, le politiche economiche mondiali e la globalizzazione hanno reso sempre più contigue e reciprocamente interferenti le diverse culture e umanità che abitano la terra. In diversi ambiti culturali e istituzionali di ricerca e riflessione, nella stessa opinione pubblica, è sempre più diffusa l’impressione che stiamo vivendo una fase storica epocale, non solo per la novità, l’interesse e l’estrema complessità dei problemi e interrogativi sollevati, con comprensibili ansie e timori, ma anche nel senso etimologico di “sospensione di giudizio” (epochè), di incertezza e prudenza valutativa.

La gestione sociale e politica della crescente multiculturalità, multietnicità e multiconfessionalità che caratterizza la civiltà contemporanea rappresenta in tal modo una delle più impegnative sfide e responsabilità che nei prossimi decenni coinvolgerà in diverso modo tutti i cittadini, ma soprattutto le nuove e future generazioni.

Come è possibile allora affrontare questa sfida e offrire ai cittadini, in relazione ai loro diversi ruoli e responsabilità sociale e civile, dei criteri o strumenti metodologici utili per una prima qualificazione, interpretazione e comprensione delle nuove e complesse problematiche etiche, giuridiche e politiche emergenti nel contesto di una società “plurale”, caratterizzata e composta, cioè, da una molteplicità di tradizioni e di sensibilità culturali, morali e confessionali non convergenti?

Com’è possibile, in altre parole e in termini operativi, “fare cultura” in una società non più banalmente o sbrigativamente “pluralistica” – che permanentemente suscita irriducibili conflitti tra “relativismo”, “fondamentalismo religioso” e “laicismo”, – ma sempre più “plurale”, per favorire la ricerca del “bene comune” e consentire in tal modo il delicato passaggio da una mera coesistenza sociale a una solidale e responsabile convivenza civile di tutti i cittadini, nel rispetto della dignità culturale di tutti, ossia, dei “valori aggiunti” specifici e propri delle svariate e molteplici comunità civili, etniche e confessionali di appartenenza?

La “politica culturale” propria dello Stensen – attraverso una esposizione e informazione per quanto possibile corretta dei recenti sviluppi dei diversi e svariati ambiti di ricerca tecno-scientifica, antropologica e sociale – intende proporsi quale “luogo” non tanto di “confronto e dialogo”, come prevalentemente e diffusamente avviene, quanto semmai di “interrogazione comune” sulle nuove e inedite complessità sollevate da una società sempre più “plurale”, per coinvolgere il cittadino – quale che sia la sua comunità di appartenenza – in una riflessione e impegno comune.

Foto. il Cardinale Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori

 

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