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Locazioni, accordo con canone – 10%, la cedolare secca rimane Breaking news, Cronaca

Firenze – La cedolare secca è possibile anche anche con la riduzione del canone di locazione per emergenza covid. Lo stabilisce l’Agenzia delle Entrate, rispondendo a un interpello proposto da un contribuente. Nello specifico, l’interpello richiama l’accordo firmato a giugno scorso a Firenze (sottoscrittori Sunia, Sicet, Uniat, Unione inquilini, associazioni dei proprietari Appc, Asppi, Confabitare, Confedilizia, Uppi e Comune nella persona dell’allora assessore Andrea Vannucci) in cui il massimale previsto dai precedenti accordi territoriali viene ribassato del 10%, per il periodo di emergenza coronavirus. Ricordiamo che i proprietari che scelgono questa strada, ovvero il contratto dell’accordo territoriale, hanno uno sgravio consistente dell’Imu, che passa dal 5,7% al 4,6. Vale a dire, il Comune, per i proprietari che ricontrattano il canone secondo il nuovo massimale o per quelli che, decidendo di accedere ai Patti territoriali così rivisti, si trovano d’amblais con il 10% in meno sul massimale, non richiede la sua quota Imu. Rimane solo quella statale.

Laura Grandi

Il problema che si manifestò da subito riguardo all’accordo che introduce la clausola di riduzione del canone del 10% in tempi di pandemia, riguardava i contribuenti, rendendo necessario l’interpello all’Agenzia delle Entrate. I dubbi sollevati riguardo ai contribuenti si legavano al rischio di non vedersi riconosciuta la possibilità di usufruire della cedolare secca. Infatti, come ricorda Laura Grandi, segretaria regionale del Sunia, “Il nodo giuridico attiene alla previsione di legge per la cedolare secca, riconosciuta laddove l’affitto rimanga invariato fra le parti per tutta la durata del contratto. In altre parole, la cedolare secca non conosce scalettature e cambi di canoni in corsa”. Punto fondamentale, perché l’accordo di giugno prevede che, dopo sei mesi, le parti tornino al tavolo, si faccia il punto della situazione, e, qualora si rivelasse necessario alla luce dell’emergenza economica,  il massimale venga nuovamente abbassato.

La risposta n.165 del 9 marzo 2021 all’interpello scioglie il nodo,  mettendo in essere la cosidetta “eccezione Covid” dell’Agenzia delle Entrate, per cui la cedolare secca permane anche con la riduzione del canone del 10%, dal momento che è applicata per emergenza Covid come previsto dall’accordo menzionato, che, all’art. 21,  prevede una clausola di riduzione canone con carattere temporaneo e obbligatorio per la durata di sei mesi. Da questo, argomenta l’Agenzia, non manifestando le parti alcuna volontà in ordine alla clausola di riduzione, che perciò opera obbligatoriamente, pena la non conformità del contratto all’accordo territoriale, la cedolare secca non trova ostacoli alla sua applicazione, tanto più che si tratta di una clausola di riduzione giustificata dalla situazione emergenziale.

“Sono molto contenta perché la risposta dell’Agenzia delle Entrate è chiara – commenta la segretaria regionale del Sunia – prima di tutto, individua negli accordi territoriali uno strumento importante di governo del mercato delle locazioni sul territorio. Sono contenta perché la modalità con cui è stato conformato e regolato l’accordo territoriale, con la previsione della clausola “emergenza Covid”, è stata ccolta nella totalità, il che significa che la clausola è ben fatta e ha raccolto lo spirito della situazione emergenziale nel Comune di Firenze. Terzo elemento, offre a tutti i territori, senza temere ripercussioni sull’applicazione della cedolare secca, la possibilità di immettere la clausola della riduzione del canone all’interno di tutti gli accordi territoriali. Quindi, una risposta importantissima da parte dell’Agenzia delle Entrate, messa in moto dall’attività delle organizzazioni sindacali di proprietari e inquilini, sensibili, in una città come Firenze, alla necessità di collaborare insieme per il bene di tutti. Una grande vittoria – continua Grandi – per i sindacati di ambedue le parti e un grande riconoscimento anche per il Comune di Firenze che nel 2020, quando furono stipulati i nuovi accordi territoriali in piena pandemia, ha riconosciuto un importante sgravio fiscale IMU per i proprietari che affittavano secondo gli accordi con il 10% in meno”. Un vero lavoro di squadra, conclude Grandi, un circuito virtuoso “in cui tutte le parti fanno sistema per rendere meno gravoso il merato delle locazioni”.

 

 

 

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